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Barzellette 1

Abbronzatura.
«Anche tua moglie è una chiacchierona?» «Altroché: quando siamo andati al mare, le si è abbronzata la lingua!»

Abitazione.
 Un giovanotto e una ragazza stanno per sposarsi e sono in cerca di una casa. Visitano una quantità di appartamenti: niente da fare, affitti alle stelle, prezzi proibitivi. Finalmente ne trovano uno piuttosto piccolo. «Non fa nulla» dice la ragazza, «vuol dire che ci adatteremo». Il proprietario sorride con aria incoraggiante. La ragazza continua: «Del resto, lo spazio non manca… (apre uno sportello)… Ecco per esempio un magnifico armadio a muro!». Il proprietario gentilissimo: «Attenzione, signorina, quello non è un armadio a muro: è il soggiorno!».

 Acqua.
 «Il signore desidera?» «Un bicchiere di acqua fresca».
 «Spiacente, ma non si può occupare un tavolo per un solo bicchiere d’acqua!» «Va bene, allora me ne porti due».

 Acrobazia.
 Un operaio sta montando il tendone di un circo.
 A un certo punto esegue un triplo salto mortale, fa sei volteggi e torna in pista. «Formidabile!» commenta il direttore del circo.
 «La scritturo subito per il mio spettacolo, a qualsiasi cifra!» «Impossibile, signor direttore, non posso darmi una simile martellata sulle dita ogni sera!»

Adamo.
Il maestro sta interrogando. «Dimmi, Francesco, chi è il primo uomo che si ricordi?» «Il primo uomo che si ricordi è Romolo» dice con aria trionfante il ragazzino.
 «No. Pensaci bene. Chi è stato il primo uomo?» ribatte il maestro. «Romolo, signor maestro» insiste l’alunno.
Il maestro, allora, per cercare di mettere il ragazzo sulla giusta strada, gli chiede: «E Adamo chi è allora?». «Beh, se lei conta anche gli stranieri…»

Adultere.
San Pietro, assiso sul trono, sta giudicando le opere terrene dei nuovi arrivati. Davanti a lui, nella grande sala, ci sono un centinaio di donne, tutte in piedi. San Pietro: «Quelle che in vita hanno tradito il marito, facciano un passo avanti».
Tutte le donne, tranne due, fanno un passo avanti. E San Pietro, rivolto agli angeli che attendono con le spade fiammeggianti: «Tutte all’inferno, comprese le sorde!»

Adulterio.
L’avvocato al cliente: «Ma si può sapere perché ha divorziato?». «Mia moglie mi ha dato dell’idiota». «Ma le sembra un motivo logico per divorziare?» «A me sì. È successo così. Torno a casa prima del previsto e trovo mia moglie tra le braccia dell’autista. Le ho detto: “Cosa vuol dire tutto questo?”. Mia moglie mi ha risposto: “Non lo vedi, idiota?”».

Affari.
Da un annuncio economico in un quotidiano di una cittadina del Texas: “A.A.A. Affarone! Terreno ex cimitero vendesi, grande possibilità sfruttamento per abbondanza di piombo”.

Afgano.
Un afgano di purissima razza, estremamente distinto, viaggia sul rapido Roma-Amburgo. A un tratto posa la rivista che stava leggendo, esce nel corridoio e, come vede il controllore, gli si avvicina e gli chiede: «A che ora arriviamo ad Amburgo?». Il controllore esterrefatto: «Signore…». «Dottore, prego».

Afrodisiaci.
Due amici pranzano insieme.
Uno è indaffarato a mangiare un gran piatto di ostriche.
«Ma sei convinto che le ostriche aumentino la capacità sessuale?» chiede l’al tro.
«Storie! L’altra sera ne ho mangiate ventiquattro e solo sedici hanno fatto effetto!»

Agenda.
A una fermata del tram, una graziosa signora si rivolge a un signore: «Per piacere, mi sa dire se il 29 passa di qui?».
Il signore estrae di tasca una piccola agenda, la consulta e: «Mi dispiace. Il 29 sono già impegnato. Possiamo fare…».

Aiuto.
Lui: «Chiameresti aiuto se ti violentassi?». Lei: «Perché, ti serve aiuto?».

Albergo.
Il cliente: «Quanto costa una stanza per una notte?». L’albergatore: «centomila lire, signore».
Il cliente: «Se ben ricordo, quest’estate me la faceste pagare ottantamila lire».
L’albergatore: «Senz’altro, ma d’estate le notti sono più corte…».

Alcol.
Il presidente del tribunale dice severamente all’imputato: «È l’alcol che l’ha condotta a detestare sua suocera. È l’alcol che l’ha spinta a comprare una pistola per farla fuori. È ancora l’alcol che le ha fatto prendere la mira e sparare».
«Oh, sì» fa l’imputato, «ma con oggi, stia sicuro, con l’alcol ho chiuso. Non berrò mai più!» «Allora lei ha dei rimorsi?» «Sicuro, perché è ancora l’alcol che mi ha fatto fallire il colpo!»

Allarme.
È mezzanotte, quando squilla il telefono all’ufficio di polizia.
Il sergente di servizio risponde ed una voce acuta e concitata dice: «C’è un maniaco sessuale in casa mia».
«Cerchi di star calma, signora. Mi dica l’indirizzo e manderemo subito una macchina».
«Oh, tutta questa fretta non è necessaria. Basta che lo mandiate a prendere domattina!»

Algebra.
La mamma, orgogliosa, all’amica: «La mia Antonella frequenta una scuola privata di grande prestigio». E, subito dopo, chiamando la figlia: «Vediamo, Antonella, cosa hai fatto oggi a scuola?» «L’algebra». «Allora, di’ buongiorno in algebra alla signora!»

Alibi.
All’avvicinarsi dell’ora di pranzo, il padrone di un ristorante chiama tutte le cameriere: «Voglio che oggi siate tutte perfette. Truccatevi, pettinatevi per bene e che i grembiuli siano impeccabili! Mi raccomando!».
«Abbiamo qualche ospite di riguardo?» chiede una delle cameriere.
«Oh, no! È che oggi, purtroppo, la carne è quasi immangiabile!»

Alpinisti.
Tre alpinisti genovesi, sorpresi da una bufera, attendono i soccorsi in una fredda baita.
Sono ormai stremati, al limite delle loro forze, quando finalmente arrivano i soccorritori. «Aprite, è la Croce Rossa!» Dall’interno una voce debolissima risponde: «Abbiamo già dato…».

Ambulante.
Tonino Scarpiello era un povero venditore ambulante che improvvisamente era diventato milionario per un’eredità di uno zio morto in America.
Lui e la moglie decisero di andare addirittura in America per ritirare il denaro.
A bordo della nave, in prima classe, i due erano molto imbarazzati sul comportamento da tenere. Il capitano, venuto a conoscenza del fatto, mandò un marinaio a invitare i coniugi Scarpiello alla sua tavola.
«Senti, Carmela, tu che ne dici? Abbiamo pagato più di due milioni per questa traversata e adesso ti sembra il caso di dover mangiare con la ciurma?» disse Tonino rivolgendosi alla moglie.

Americani 1.
Un’attrice americana presenta il suo ultimo marito al proprio ragazzo: «Ecco, caro, ti presento il tuo nuovo babbo».
«Piacere di conoscerla!» risponde il ragazzo.
«Vuole firmare il mio album?!»

Americani 2.
Una famiglia americana trasferitasi da poco in Italia si reca a fare la spesa dal droghiere. «La signora desidera?» domanda il commesso.
«Volere un chilo di pasta». «Spaghetti?» «No, ancora non avere piatti tanto lunghi».

Amica.
«Mia moglie non solo è una gran bugiarda, ma mi tradisce anche» confida Carlo a un amico.
«Ma cosa dici, Carlo?» «So bene quello che dico. Ieri sera non è rientrata e stamattina mi ha detto che ha passato la notte dalla sua migliore amica, dalla Lalla». «E non può essere vero?» «Eh, no! Per il semplice fatto che con la Lalla, con la sua migliore amica, ci ho passato io la notte!»

Amnesia.
Un tizio che soffre di amnesia va dal medico: «Dottore, mi aiuti, sono disperato, soffro di una terribile amnesia, non posso più lavorare…».
«Si calmi, si calmi. Mi dica piuttosto, da quando le succede?» «Da quando mi succede cosa?»

Anagrafe.
Un genovese si avvicina allo sportello “Nascite” dell’ufficio anagrafe.
«Scusi, ehm, devo denunciare la nascita del mio bambino».
«Bene. Riempia questo modulo e poi me lo restituisca firmato».
L’uomo compila il modulo velocemente, poi torna allo sportello: «Quanto le devo?» «Niente, niente. La denuncia dei neonati è gratis».
«Ah, magnifico! Allora denuncio anche l’altro gemello!»

Anello.
«Signora», dice la nuova cameriera, «in camera sua, sotto il letto, ho trovato questo anello!» «Grazie, Rosi. L’avevo messo apposta per controllare la tua onestà». «È proprio quello che ho pensato anch’io, signora!»

Anfora.
«Mamma, devo dirti una cosa. Sai quell’anfora che nella nostra famiglia si trasmette di generazione in generazione?» «Sì, certo, quella bianca e oro. Cos’è successo?» «Ebbene, mamma, la mia generazione l’ha rotta».

Angeli.
Un soldato viene colpito a morte. Gli spuntano le ali e comincia a salire verso il cielo. Mentre vola, scorge sua moglie fra le ali di un angelo. Lei lo vede e grida: «Terra, mio marito!»

Angolo.
«Perché baciava mia figlia in quell’angolo buio?» «Adesso che l’ho vista alla luce me lo chiedo anch’io!»

Anniversario 1.
Un vecchio impiegato chiede al principale un giorno di permesso: «È il venticinquesimo anniversario di matrimonio, e mia moglie e io vorremmo festeggiarlo».
«Santo cielo» esclama seccato il principale, «e questa storia si ripeterà ogni venticinque anni?»

Anniversario 2.
Genova. Lei e lui hanno deciso di festeggiare il loro anniversario di matrimonio andando a cena in una trattoria, è la prima volta dopo molti anni.
Si tengono per mano, si guardano dolcemente negli occhi. Poi lui chiede al cameriere il menu e una biro. Esamina accuratamente la lista, poi la passa alla moglie e dice: «Ecco, cara, scegli pure liberamente tra le pietanze che ho contrassegnato con l’asterisco».

Annuncio.
Su un quotidiano inglese apparve il seguente avviso economico: «Siamo una coppia con quattro bambini: tutti maschi. Vorremmo una femmina. Chi ha un sistema da consigliarci?».
Le risposte arrivarono da tutto il mondo. Un americano scrisse: «Continuate a riprovare». Un canadese suggerì di chiedere consiglio ai Dionne. Un sudafricano consigliò una dieta. Un indiano propose un corso speciale di yoga. Un italiano scrisse semplicemente: «Posso esservi d’aiuto?».

Anticoncezionali.
«Scusami se ho riso. Sono due splendidi bambini, ma sai, sapendo che fai il rappresentante di anticoncezionali…» «Ma non sono miei!» «Ma allora chi sono questi due bambini?» «Due reclami!»

Archivio.
Durante l’intervallo per il tè, il principale scopre nell’archivio la sua graziosa segretaria e il contabile in appassionata intimità.
«Vorrei che mi spiegaste il vostro indegno comportamento» esclama irritato il principale.
«Sa» risponde la segretaria mettendosi a posto la gonna, «a nessuno di noi due piace il tè».

Arcivescovo.
Un inviato del Santo Padre è appena arrivato a New York: ha una missione per l’arcivescovo. Il Papa, infatti, ha deciso di fare un viaggio in America, e la prima tappa dovrebbe essere proprio New York. Il vicario che gli si fa incontro gli dice che l’arcivescovo è sulla spiaggia e cerimoniosamente si offre di accompagnarlo.
L’arcivescovo sta nuotando e, sentendosi chiamare, esce dall’acqua e si fa incontro ai due.
È un bellissimo uomo, abbronzatissimo, muscoloso, in slip rossi.
«Allora lei è arrivato da Roma? Che novità mi porta? Mi scusi un attimo e sono subito tutto per lei».
Così dicendo l’arcivescovo si gira verso la spiaggia e si rivolge a una creatura di sogno che è sdraiata seminuda al sole: «Mary! ci rivediamo tra mezz’ora al bar per l’aperitivo!». L’inviato del Papa è sconvolto.
Si rivolge all’arcivescovo e: «Mi scusi, eccellenza, lei conosce quella signorina?» «Certamente» risponde l’arcivescovo. «È la madre superiora delle Carmelitane…»

Aria.
 Un turista chiede a un contadino: «Com’è l’aria qui?».
«Abbiamo l’aria più sana del mondo! Non c’è nessun paese che abbia l’aria come la nostra.
Pensi: qui non muore mai nessuno!» «Ma non esageri» replica il turista. «Quando sono entrato in paese mi sono imbattuto in un funerale!» «Ah, quello? Sa, era il becchino che, povero diavolo, è morto di fame!»

Arredatori.
Il Papa ha dato l’ordine a un gruppo di arredatori di rifare alcune stanze di Castelgandolfo. All’epoca fissata, il Papa viene a visitarle. Gli artisti hanno superato se stessi.
Ogni angolo, ogni stanza è perfetta. Il capo degli arredatori ha l’onore di accompagnare il Papa.
Quando arrivano in camera da letto, per mettere l’ultimo tocco, l’artista estrae dalla sua borsa un meraviglioso crocifisso del XII secolo e lo appende sopra il letto. «Ah, no, mio caro» dice il Santo Padre. «Le ho già detto che non voglio nulla qui che mi ricordi l’ufficio».

Arrivo.
Una gallina scende dal treno portando due pesantissime valigie. Appena sul marciapiede, chiama: «Tacchinooo!».

Arruolamento 1.
Volontario: «Vorrei arruolarmi per il Congo».
Colonnello: «Impossibile, caro ragazzo, ti mancano dieci denti!».
Volontario: «Perché, laggiù il nemico si deve mangiare?».

Arruolamento 2.
Un capitano interroga le reclute per affidare loro il compito adatto alle capacità di ciascuno: «Cosa facevi tu da borghese?». «Il meccanico».
«Bene, in armeria. E tu?» «Il barista». «Alla mensa. E tu?» Quest’ultimo, un taglialegna balbuziente, farfuglia: «Ta… ta… ta…». «Magnifico! Sarai un buon mitragliere!»

Asceta.
Un uomo, stanco del modo di vivere occidentale, si recò in India, cercò un santuario e un guru. Quando lo trovò, gli disse che desiderava diventare suo discepolo.
Il guru rispose che ci sarebbero voluti quindici anni di contemplazione e che durante tutto quel tempo avrebbe potuto dire solo due parole ogni cinque anni. L’uomo si dichiarò d’accordo. Gli fu dato un letto di chiodi e una tazza di riso. Per cinque anni l’uomo stette in contemplazione, lesse i testi sacri e, giunto il momento di parlare, disse: «Letto arrugginito».
Questa volta gli fu data una tazza di latte di capra e un pezzo di pane duro, e per altri cinque anni lesse gli Upanishad e silenziosamente recitò gli innumerevoli nomi di Dio. Poi, giunto il momento disse: «Latte acido».
Questa volta gli diedero delle mele ed uno scrigno contenente le scritture segrete.
Alla fine degli ultimi cinque anni, l’uomo fu ammesso alla presenza del Maharishi e disse: «Vado via».
Il santone gli rispose: «Era ora! Negli ultimi quindici anni non hai fatto altro che lamentarti».

Asma.
Il signor Aldo incontra un conoscente e, dopo i saluti, gli confessa: «Eh, sì, caro signore, gli anni cominciano a farsi sentire. Io ho una piccola asma». «L’asmetta…» «Io la smetterei ben volentieri, ma come si fa?»

Aspirante.
Il direttore all’aspirante impiegato: «Prima di assumerla vorrei sapere perché, dopo essere stato per ben 5 anni nello stesso posto, improvvisamente se ne è andato!».
«Perché ho avuto una riduzione di pena, signore».

Assenza.
«Il signore è in casa?» «No, signore» risponde la cameriera che ha aperto la porta, «il signore è in viaggio». «Di piacere?» «No! No! Il signore è partito con la signora!»

Assunzione.
«Va bene! Va bene! Si ripresenti da me esattamente tra un anno!» esclama spazientito il direttore a un tale che insiste da più di un’ora per essere assunto. «A che ora, signore?»

Astuzia.
A Torino, una donnina allegra rimorchia un cliente e lo conduce in un alberghetto di periferia.
Durante il tragitto stabiliscono la tariffa: 50000 lire.
Fanno l’amore, poi si rivestono e prima di uscire lui le dà la cifra concordata.
Il cliente diventa assiduo e ogni sera si ripresenta all’appuntamento.
Per dieci volte si recano nell’alberghetto e lui paga sempre la stessa cifra, senza batter ciglio.
Lei gli è quasi affezionata e la decima sera gli dice: «Ma lo sai che sei proprio simpatico; non hai cercato di darmi di meno come fanno gli altri. Di dove sei?» «Sono di Pavia».
«Oh, pensa che combinazione, anch’io sono di Pavia. Ho una sorella che abita ancora lì, e ogni tanto vado a trovarla».
«Lo so, la conosco, prima che io venissi a Torino mi aveva appunto detto di restituirti le 500000 lire che le avevi prestato».

Atomica.
Lo scoppio di una bomba atomica ha portato il caos nel mondo.
Uno scimmione esce dalla sua caverna e incontra una scimmietta che scende da un albero.
Lo scimmione le chiede: «Hai qualcosa da mangiare?». «Sì» risponde la scimmietta e gli porge una mela.
«Accidenti» risponde seccato lo scimmione «dobbiamo ricominciare dall’inizio la stessa storia?»

Attesa 1.
Due amiche chiacchierano bevendo il tè in salotto: «L’altro giorno ho incontrato tuo marito, si lamenta che non vai mai a letto prima delle due di notte. Che fai fino a quell’ora?» «Lo aspetto».

Attesa 2.
Una guardia nota un ubriaco seduto per terra davanti a un portone con una chiave in mano.
«Ma cosa fa?» l’apostrofa il poliziotto «vuole che l’aiuti?» «Ma neanche per sogno» borbotta l’ubriaco «voglio proprio vedere se le teorie scientifiche sono vere». «E cioè?» chiede sconcertata la guardia.
 «Ecco: se è vero che la terra gira, allora il portone deve passarmi davanti e io c’infilo la chiave!»

Attori.
Il primo attore e la prima attrice della compagnia si detestano cordialmente.
Finalmente la tournée è conclusa e la compagnia si scioglie. L’attrice non rinuncia al piacere di dire all’attore, in faccia a tutti: «Che sollievo non dover più recitare accanto a te!». E quello, imperturbabile: «Veramente non mi ero neanche accorto che tu l’avessi tentato».

Avaro.
La stazione distava alcuni chilometri dal villaggio e il vecchio signore stava chiedendo all’autista di piazza: «Quanto vuole per portarmi alla stazione?». «Ventimila lire, signore». «E quanto per la valigia?» «Per la valigia niente, signore». «Ottimo, allora mi porti la valigia che io andrò a piedi».

Avvenire.
A un aitante giovanotto, che si è recato da lui per chiedergli la mano della figlia, un banchiere domanda: «Il suo avvenire, almeno, è assicurato?».
«Ma certo, signore. A meno che sua figlia non mi abbia raccontato delle storie».

Avvertimento.
La moglie di Mario è morta ieri ed egli si chiede se è andata all’inferno od in paradiso.
Improvvisamente un mattone cade dal tetto: «Ho capito» dice tra sé, «è andata in paradiso».

Avvocato.
Un carrettiere si reca in un piccolo paese per consegnare delle merci.
Arrivato a destinazione, ferma il carretto e prega un passante di tenergli un istante le redini del cavallo. Il passante, molto offeso, protesta con alterigia: «Ma lo sa che io sono un avvocato!».
«Oh, non fa nulla» dice il carrettiere, «mi fido ugualmente!».

Bagnetto.
«Annetta» grida la mamma «aiutami! È l’ora del bagnetto di Carlino. Vai nel bagno, fai scendere l’acqua nella vaschetta e col termometro controlla la temperatura».
«È inutile controllarla, mamma» risponde con tono sicuro la bambina «me ne rendo conto da sola».
«Ma com’è possibile? Ci vuole il termometro» ribatte la mamma.
«Ma è così semplice, mammina! Io provo con il bebè: se diventa rosso vuol dire che l’acqua è troppo calda, se invece diventa blu è fredda. Tutto qui!»

Balbuzie.
Un uomo sta camminando per strada con un suo amico balbuziente.
 «Gua… gua… guarda que… que… que… quella bio… bio… bionda!» «Quale?» «È già pa… pa… pa… passata!» Dopo qualche minuto: «Gua… gua… guarda que… que… quella ro… ro… rossa!» «Dov’è?» «È già pa… pa… pa… passata!» I due continuano a camminare, quando: «Gua gua gua…» «Sì, non ti preoccupare, l’ho vista, l’ho vista…» «E a… al… allora pe… pe… pe… perché l’hai pe… pe… pe… pestata?»

Bambola.
Come sempre, alla sera, la piccola Bettina dice le preghiere. Questa volta lo fa a voce altissima: «Grazie della giornata, Bambino Gesù, grazie per aver fatto venire la nonna e, dato che sei buono, mandami in regalo una bella bambola nuova».
«Ma tesoro, non urlare così» dice la mamma mentre le rimbocca le coperte, «il Bambino Gesù non è sordo». «Il Bambino Gesù no, ma la nonna sì!»

Banane.
Nello scompartimento di un treno un uomo si trova seduto di fronte a un signore molto elegante che ha due banane infilate nelle orecchie. Per un po’ l’uomo fa finta di niente. ma poi decide di informare il tipo di fronte: «Signore, mi scusi, guardi che lei ha due banane nelle orecchie…».
Il tipo, senza dire una parola, guarda con fare interrogativo l’uomo.
«Mi scusi, forse non sono fatti miei, ma lei ha due banane nelle orecchie…» «Come, scusi?» «Ho detto che lei ha due banane nelle orecchie…» «Cosa?» «LEI HA DUE BANANE NELLE ORECCHIE!!!» «Senta, non potrebbe parlare un po’ più forte: ho due banane nelle orecchie e non riesco a sentire bene!»

Banchiere.
A un importante banchiere si presenta un pretendente alla mano dell’unica figlia. Il candidato è di professione scrittore. «Io amerei sua figlia anche se non avesse un soldo». «È sicuro?» «Sono sicuro».
«Tina» dice il banchiere rivolgendosi alla moglie, che è presente al colloquio «accompagna il signore alla porta. Non voglio cretini in famiglia!»

Barbone.
Suonano alla porta. C’è un barbone, i capelli lunghi, i jeans lerci, le scarpe mezze sfondate.
«Fammi la carità, sto morendo di fame!» «Stai veramente morendo di fame?» dice la signora.
«Sì, certo». «Al punto che mangeresti pane vecchio?» «Sì, signora!» «Va bene, allora torna domani che te lo do».

Bandito.
Marito e moglie sono sorpresi da un terribile bandito.
Questi prende il signor Andreani, lo lega stretto, traccia per terra un circolo con un gesso, e gli dice: «Io amo le belle donne. E tua moglie è bella. E adesso ascoltami bene: io farò l’amore qui, con tua moglie, e se tu appena ti azzardi a uscire dal cerchio, ti ammazzo». Il bandito, dopo aver compiuto il misfatto, se ne va soddisfatto.
La signora Andreani è furente: «Imbecille!» urla al marito «Non solo non hai fatto niente, ma hai anche riso! Ti ho sentito, sai!».
«Certo che ho riso» risponde il marito «perché, mentre lui era occupato con te, io sono uscito ben quattro volte dal cerchio senza che se ne sia accorto!»

Barcaiolo.
Un turista americano che vuole attraversare il lago di Tiberiade domanda a un barcaiolo quanto vuole. «Trecento dollari» dice l’uomo. «Trecento dollari? Ma lei è folle! È troppo caro!» «Può darsi» replica il barcaiolo, «ma si ricordi che è qui che Gesù ha camminato sulle acque!» «Non mi meraviglio» borbotta il turista, «quando ha sentito i prezzi ha preferito arrangiarsi!»

Barbiere.
Il cliente: «Possibile che non sia capace di raccontare altro che fatti di spaventosi fantasmi?».
Il barbiere: «Lo faccio perché storie simili fanno rizzare i capelli, facilitandomi così il lavoro».

Barzelletta.
Un tale racconta ad un amico genovese come sia andato al bar per una consumazione, poi sia passato dalla cassiera e le abbia raccontato una barzelletta.
Quella dopo avere riso si era dimenticata di fargli pagare il conto. Il genovese tutto contento, decide di fare lo stesso. Prende un grappino. Poi passa alla cassa e racconta una barzelletta alla cassiera. Quella ride a crepapelle, continuando a ridere per cinque minuti. Quando la cassiera ha finito di ridere, il genovese aspetta ancora qualche secondo poi le dice: «Scusi, signorina, ma il resto non me lo dà?».

Becchino.
Il sindaco del paese convoca il becchino con l’intenzione di rimproverarlo.
«Senti, Giuseppe, non si può andare avanti così. Tu ti ubriachi sempre più spesso… Fai male il tuo dovere. Arrivi ai funerali quando vuoi e seppellisci come vuoi… Il tuo è un modo di seppellire a metà e…» «Senta, signor sindaco, non perdiamo tempo.
Mi dica subito chi è venuto a lamentarsi».

Bellezza 1.
Tre amici stanno discutendo sulla bellezza femminile. «Io credo che la cosa più affascinante della bellezza femminile siano le labbra» dice il primo.
«Non sono d’accordo» interviene il secondo, «per me sono i capelli». «Niente affatto» dice il terzo, «sono gli occhi».
Nel frattempo arriva un quarto amico. «Io la penso come voi» dice, «soltanto non dico le bugie».

Bellezza 2.
Un playboy da strapazzo abborda per strada una graziosa ragazza: «Signorina, lei è bellissima, vuole venire con me? Ci divertiremo insieme».
«Lei è pazzo e maleducato. Non penserà che io sia una prostituta!» lo apostrofa la ragazza. «Ma scusi» risponde l’uomo, «chi ha parlato di pagare?»

Bernoccoli.
«Papà, come si producono i bernoccoli?» «I bernoccoli, mio caro… i bernoccoli… si producono cadendo… dall’alto, ecco». «Ma allora la luna è abitata?» «Che cosa c’entra la luna?» «Quel cammello allora solo cadendo dalla luna può essersi procurato dei bernoccoli tanto grossi!»

Bestie.
Un turista, giunto in un piccolo paese di montagna, si avvicina ad un vecchio seduto al sole. «Che bello qui! Ma di che cosa vivete?» «Signore, noi ci occupiamo solo di bestie.
D’inverno: galline, conigli, pecore, maiali.
D’estate: villeggianti!»

Bicicletta.
È il tramonto. Due operai pedalano affiancati.
Sono appena usciti dalla FIAT.
«Senti, secondo te, ad Agnelli piace fare all’amore?» chiede il più giovane all’altro. «Ma cosa vuoi che ne sappia io?» «Sai, io penso che ad Agnelli piaccia fare all’amore. Perché, se non gli piacesse, lo farebbe fare a noi».

Biglietto.
Due uomini dall’aria un po’ tonta si presentano alla biglietteria della stazione. Uno dei due si rivolge al bigliettaio: «Vorrei un biglietto per Fasano».
Il bigliettaio consulta il librone delle destinazioni poi, non trovando la località, si rivolge a un suo collega, il quale a sua volta non conosce nessuna stazione con quel nome. Insieme chiamano il capostazione che decide di contattare la sede centrale delle Ferrovie dello Stato. In sede, dopo una rapida consultazione delle stazioni internazionali, richiamano in biglietteria dicendo: «destinazione sconosciuta».
Il bigliettaio, vergognandosi anche un po’, torna dall’uomo e gli dice: «Mi dispiace, signore, ma non abbiamo biglietti per Fasano».
L’uomo si volta verso il suo compagno e gli dice: «Fasano, per te non c’è il biglietto».

Bikini.
Marito e moglie, non più giovanissimi, sono sulla spiaggia. Una graziosa bagnante, che indossa un minuscolo bikini, passa davanti a loro e la moglie dice al marito: «Capisco che tu faccia ogni sforzo per far rientrare la pancia, mio caro, ma ora raccogli i calzoncini che ti sono caduti ai piedi!».

Birra.
Un signore entra in un bar e ordina una birra con l’oliva. Beve la birra, prende l’oliva e la ripone in un sacchetto.
Ordina poi un’altra birra, sempre con l’oliva e di nuovo mette via l’oliva.
Il barista è stupito e alla sesta birra non può resistere alla curiosità, tanto più che vede il cliente boccheggiante. «Mi scusi, signore, ma non beva più!» «Eh, sì, basta! Non ne posso proprio più. Ma vede, lo faccio per mia moglie…» «Per sua moglie, signore?…» «Sì. Mi ha raccomandato di portarle a casa almeno una decina di olive!»

Bistecca.
«Cameriere, la bistecca che mi ha portato ha un sapore disgustoso!» «Scusi, ma ieri non aveva detto che era troppo grassa?» «Infatti era troppo grassa…» «Così oggi l’ho smacchiata con la benzina».

Bolide.
Il silenzio e l’immobilità del paradiso sono sconvolti da un’auto rossa, un bolide che, rombando e suonando senza interruzione il clacson, passa velocissimamente. Un uomo appena arrivato si rivolge al vicino e gli chiede: «Ma chi è questo pazzo?». «Sta’ zitto. È il figlio del padrone!»

Borseggiatori.
Due borsaioli sono seduti al tavolino di un bar.
Uno estrae una rivista e si mette a leggere attentamente.
«Ma che cosa fai? Leggi riviste di moda? Vuoi darti all’eleganza?» esclama stupito l’altro.
«Cretino. Dobbiamo pur sapere esattamente dove quest’anno i sarti metteranno le tasche!»

Bosco.
Due bambini, Paoletto e Michela, sono soli nel bosco in una limpida giornata invernale. Paoletto: «Michela, levati il cappotto!». «Brava. Ora levati la gonna». «Ora la sottogonna».
«E ora levati le mutande perché mi serve l’elastico per aggiustare la fionda!»

Boss.
Dei banditi fermano un autobus di turisti in una strada deserta.
Il boss ordina: «Spogliate le donne e violentate gli uomini!» Poi si accorge dell’errore e si corregge subito: «Volevo dire: spogliate gli uomini e violentate le donne».
Una voce sottile dal fondo dell’autobus: «Ah, no! Quello che è detto è detto!».

Botta e risposta 1.
Uno studente, dopo aver subìto gli esami, manda al padre questo telegramma: «Prepara vino, fatto fiasco». Al che il padre risponde: «Preparato vino, aspetta botte».

Botta e risposta 2.
Due managers molto distinti conversano amabilmente durante un cocktail. A un tratto uno dà un leggero colpo al gomito dell’altro: «Vedi quella graziosa signora bionda con l’abito rosso?». «Ebbene?» «È mia moglie. E vedi quella mora straordinariamente sexy con il vestito rosso?».
«Ebbene?» «È la mia amante». L’altro tace un attimo, accende una sigaretta e poi: «Le conosco benissimo tutte e due». «Ebbene?» «Solo che per me è il contrario!»

Boy.
Un piccolo americano si aggrappa esasperato a suo padre: «Papà, non ho voglia di andare in Europa… papà, ti assicuro che non ho più voglia d’andarci…». «Taci e nuota».

Braille.
Un genovese incontra un amico. «Sai cosa ho deciso?» «No. Dimmi». «Voglio imparare l’alfabeto dei ciechi». «Ma tu, grazie a Dio, ci vedi benissimo, no?» «Certo che ci vedo benissimo. Ma con quello che costa oggi la luce elettrica!…» «Cosa c’entra la luce?» «Certo che c’entra. Con l’alfabeto dei ciechi puoi leggere benissimo al buio, e sai che risparmio!»

Brillantezza.
«Sono veramente in pensiero. È tutta la sera che vedo dei puntini luminosi». «Hai visto l’oculista?» «Ma che oculista? Ti dico che vedo dei puntini luminosi…»

Bruttona.
In treno. Una signora veramente brutta, che tiene per mano un bimbo brutto ancora più di lei, si rivolge indignata al controllore.
«Mi faccia cambiare scompartimento! Mi trovi altri due posti! Questi signori non conoscono l’educazione. Continuano a fissarci».
 «Ma certo, signora, venga che l’accomodo subito» dice cerimoniosamente il controllore.
 «D’altra parte, non riesco proprio a capire come, fra tutti i viaggiatori, non sia venuto in mente a nessuno di offrire almeno una banana alla sua scimmietta…»

Buana.
Un missionario arriva in un’isola. Come scende dalla nave, gli viene incontro un piccolo indigeno.
«Buon giorno, buana! Ben arrivato! Ti aiuto a portare le valige?» «Grazie, caro» risponde il sacerdote «ma non chiamarmi buana, chiamami “padre”».
«Oh, che gioia! Sei arrivato finalmente! Chissà come sarà contenta la mamma! Lei era convinta che tu non saresti mai ritornato».

Buone.
«Se non ha mai visto una banconota da venticinquemila lire, come fa a dire che sono false ?»

Bugie 1.
Il papà rimprovera il suo bambino perché ha detto una bugia. «Io alla tua età non ho mai detto una sola bugia!» «E quando hai incominciato, papà?»

Bugie 2.
«Ciao, Antonio». «Ciao, Luigi. Dove sei stato?» «A pescare, ho preso un’anguilla lunga quattro metri!» «A me invece è successo un fatto strano, m’è caduta la bicicletta in acqua l’altra sera. Figùrati, dopo mezz’ora il fanale era ancora acceso!» «Impossibile! Da fermo la dinamo…» Antonio, interrompendolo: «Mettiamoci d’accordo: tu accorci l’anguilla e io spengo il fanale!».

Buon gusto.
Una baleniera si incaglia nei ghiacci polari e non c’è verso di smuoverla. La situazione è disperata. Lo spettro della fame si avvicina sempre più.
E viene il giorno che anche l’ultimo pezzo di pesce salato è consumato. Allora l’intrepido capitano si fa avanti, sale sul ponte di comando e parla all’equipaggio: «Ragazzi, miei fedeli ragazzi, io vi ho messo in questo guaio e io devo tirarvene fuori. È giusto che sia io a pagare; quindi vi do il permesso di cibarvi della mia carne. Ne avrete per almeno quindici giorni e chissà che nel frattempo qualcuno non venga a salvarvi. Addio!».
 Estrae la pistola, se l’appoggia alla tempia e sta per premere il grilletto, quando il suo secondo grida: «Si fermi, comandante, la supplico, non si faccia saltare il cervello. È il mio piatto preferito!».

Cacciatori.
«Pronto? Parlo con il pollivendolo? Sono il cavalier Rossi. Senta: la lepre ed i tre fagiani che le avevo detto di mettermi da parte, li può vendere. Sa, questa mattina non mi sento bene ed ho deciso di non andare a caccia…»

Calca.
Un bambino che è andato con la mamma a far compere in un supermercato in un pomeriggio in cui è particolarmente affollato, si perde nella confusione.
Si avvicina ad un commesso e tirandolo timidamente per la giacca, chiede con voce tremante: «Signore, ha per caso visto una signora senza di me?».

Calze.
Un neo laureato in psichiatria deve iniziare a lavorare in un manicomio. Il primo paziente che incontra gli sembra normale e gli domanda come mai si trova in quel luogo.
«Io sono qui perché preferisco le calze di cotone a quelle di lana».
«Ma anch’io preferisco le calze di cotone» risponde lo psichiatra.
«Ne sono molto contento» gli rispose il pazzo, «e mi dica, dottore, a lei come piacciono? Con olio e aceto o con una spruzzatina di limone?»

Cambio.
Al commissariato di polizia.
«… Mi vuol spiegare perché ha svaligiato per due sere di séguito lo stesso negozio?» chiede il commissario al ladro.
 «Ecco… vede… la prima volta avevo preso della roba per mia moglie ed il giorno dopo son dovuto andare a cambiarla, signor commissario!»

Cameriere.
La coppia, al ristorante, continua a guardarsi negli occhi e il cameriere aspetta impaziente l’ordinazione.
 «Sei così dolce e buona che ti mangerei tutta» dice il giovanotto. Il cameriere prende la palla al balzo per chiedere: «Il signore vuol berci sopra qualcosa?»

Camminatore.
«Dottore, sono preoccupata per mio figlio». «Perché, signora, cosa c’è?» «Mio figlio ha solo quindici mesi e cammina, cammina, non fa altro che camminare!» «Ma di cosa si preoccupa, è tutto regolare».
 «Sarà… ma io sono molto impensierita.
 L’ultima volta che l’hanno visto era già a Zurigo!»

Campione.
 «Ieri ho sfidato quello spaccone di Giancarlo a una gara in bicicletta». «E come è andata?» «A gonfie vele: io sono arrivato secondo, e lui soltanto penultimo!»

Candidate. Esami in una scuola.
Le candidate sono un’americana, un’inglese, una francese.
 «Immaginate di essere in volo con il vostro direttore. L’aereo ha un guasto, per miracolo atterra nel deserto. In Africa. In un’oasi dove ci sono cento beduini che non vedono una donna da mesi. Che fate?» «Io» dice l’inglese, «mi ammazzo».
 «Io» dice l’americana, «bevo una bottiglia di whisky per farmi coraggio».
 La francese stupita: «Io» dice candidamente, «non vedo nessun problema!».

Cane.
 In un cinema, la maschera osserva da un po’ di tempo un cane che, in braccio al padrone, piange disperatamente. Incuriosito, si avvicina al padrone della bestia e gli sussurra: «Scusi, signore, ma il suo cane piange?». «Sì, perché? Non lo vede?» «E perché piange?» «Ecco, vede, si commuove guardando il film. E dire che il libro non gli era piaciuto per niente!»

Cani.
 In un paese, il medico passeggia con un amico che è giunto da Liverpool per trovarlo. Passa un cane, un bellissimo setter, che dice: «Buongiorno, dottore». «Ma è sbalorditivo!» dice l’amico.
 «Non è poi tanto straordinario: vedi, in un piccolo paese come questo ci si conosce tutti!»

Cantante.
 In una lussuosissima villa di Beverly Hills è riunito tutto il bel mondo. Tra le altre attrazioni, si esibisce per la prima volta una cantante. Un signore si rivolge a un altro: «Detto tra noi: è un vero disastro. Quella donna, oltre che brutta, ha una voce ignobile. Sa dirmi come si chiama? Così saprò regolarmi in futuro». «Si chiama Leonor Daf, ed è mia moglie».
 «Sono desolato. Devo però confessare che forse non è tanto la voce della signora… più che altro è la musica che è assordante e disarmonica… rovinerebbe ogni cantante! Chissà chi è quel cane di compositore? Non l’ho mai sentito…» «Sono io, signore. La musica è mia».

Capelli.
I giovani sposi sono a tavola. La sposina è tutta emozionata. È la sua prima prova di cuoca.
 Il marito sembra soddisfatto. A un certo punto, però, trova un capello. Lo sposta delicatamente con la posata sul bordo del piatto senza fare commenti.
 Nella seconda portata, ne trova altri due. Li toglie senza sollevare lo sguardo dal piatto e continua a mangiare. Nel dessert, trova ben tre capelli.
 Allora, senza scomporsi, rivolgendosi con un sorriso alla sposina, le dice: «Senti, tesoro: non credi che sarebbe meglio, per i capelli, farne un piatto a parte? Così, chi ne vuole, ne prende liberamente…».

Capezzale.
Un vecchio miliardario, molto amato, convoca il nipote al suo capezzale e gli dice: «Ho deciso di lasciarti tutta la mia fortuna». «Oh! Grazie, zio. E cosa posso fare io per te?» «Togliere il piede dal tubo dell’ossigeno».

Cappuccino.
Un frate si presenta in paradiso.
 «Aprite!» «Chi è?» «Un cappuccino». «Nessuno l’ha ordinato!»

Capufficio.
Un impiegato: «Tu sei un cretino!». L’altro: «E tu sei il vero tipo dell’imbecille!» Il capufficio, irritato, entrando: «A quanto pare qui si dimentica che il capufficio sono io!»

Carabiniere.
 Tutti sanno che gli autobus di Londra sono a due piani e che perciò vengono chiamati doubledecker.
 Un giorno un carabiniere in viaggio a Londra sale su uno di questi double-decker, paga il biglietto e si avventura per la scaletta che conduce al piano superiore. Dopo pochi istanti ridiscende di corsa, bianco come un lenzuolo, gridando agli altri passeggeri: «Che nessuno salga, per carità! Di sopra non c’è il guidatore».

Caramella.
 Al cinema, durante la proiezione, un signore dall’aspetto distinto balza improvvisamente in piedi, si china a guardare sotto il sedile e si mette a rovistare provocando le proteste dei vicini. Interviene la maschera: «Che cos’è, signore, tutto questo baccano?». «Mi è caduta una caramella».
 «E per una caramella lei mette in subbuglio il cinema?» «Il fatto è» borbotta il signore, «che alla caramella è rimasta attaccata la mia dentiera!»

Carcere.
 Il nuovo detenuto entrando nella cella già occupata da un altro prigioniero: «Tu quanti anni devi fare?». «Trenta!» «Io invece soltanto venticinque. E allora, visto che uscirò prima di te, è bene che la branda vicino alla porta la occupi io!»

Carestia.
 «Dimmi, Pierino, come si chiamano gli animali che mangiano erba?» «Erbivori, signor maestro». «E quelli che mangiano carne?» «Fortunati, di questi tempi…»

Cartello.
 «Coloro che conducono cani debbono portare la museruola».

Cautela. «Che bel vestito! Chi te l’ha fatto?» «Il mio sarto». «Mi dai il suo indirizzo?» «Sì, purché tu non gli dia il mio».

Cavallo. Una signora telefona agitatissima allo psichiatra.
 «Dottore! dottore! È da stamattina che mio marito si è messo in testa di essere un cavallo!» «Signora, si calmi. Suo marito fa il fantino, mi pare. Quindi la sua è una deformazione professionale momentanea. Ad ogni modo lo porti da me. Io non mi muovo dallo studio per altre due ore».
«Grazie, dottore! Il tempo di mettergli la sella e veniamo al galoppo».

Cavie. In un laboratorio, una cavia corre da un’altra e le sussurra: «Ho ammaestrato il dottore!». «Ma cosa dici?» «Eh, sì! Ogni volta che attraverso il labirinto, lui è là pronto a darmi un pezzetto di formaggio».

Cemento.
Una signora sconvolta telefona al medico.
 «Dottore, è accaduta una cosa terribile. Mio figlio, giocando, ha inghiottito della sabbia e del cemento. Cosa devo fare, per l’amor di Dio!» «Soprattutto non lo faccia bere, signora».

Cenni.
 È il primo giorno di scuola.Il maestro chiama un alunno e gli dice: «Ascoltami bene: io non amo parlare tanto». «Anche a me non piace» risponde il bambino.
 «Facciamo allora così: quando io ti faccio un cenno alzando la mano e indicandoti, tu ti alzi e vieni subito qui, hai capito?» «Sì. Però quando io scuoto la testa vuol dire che non ne ho voglia e che non vengo».

Cervello.
 Dal macellaio: «Mi garantisce che questo cervello di bue è realmente fresco?».
 «Freschissimo, signora. Si figuri che un’ora fa ancora pensava!»

Chiacchierona.
 «Al mare quest’anno ho cercato di insegnare a mia moglie come si fa a nuotare». «E non ci sei riuscito?» «Nemmeno per sogno! Non sa stare con la bocca chiusa».

Chinotto.
«Dottore, cosa devo fare per non aver bambini?» «Prenda un bicchiere di chinotto, signorina». «Prima o dopo?» «Invece, signorina».

Chiromante.
 All’obitorio da qualche tempo scompaiono le mani sinistre di tutti i cadaveri. Il sindaco ordina un’inchiesta. Il colpevole viene scoperto: è una vecchietta, dall’aria quanto mai mite che si giustifica così: «Sa, sono una chiromante in pensione. Se non leggo qualcosa, la sera non mi addormento».

Chirurgo.
Un signore va da un illustre chirurgo. «C’è il professore?» chiede all’infermiera. «Sì, signore, finisce un cliente e poi sarà subito da lei».

Cipolla.
 Una cipolla passeggia lungo un fiume. A un tratto vede un salice piangente. «Oh!» esclama tutta rattristata: «Spero che non sia colpa mia!».

Cliente.
 Un giovane dottore sedeva al ristorante con un amico, quando vide passare una signorina molto bella ed elegante: «Ecco l’unica donna che io abbia veramente amato!» disse con un sorriso il medico. «E perché non la sposi?» chiese l’amico.
 «Non posso permettermelo» spiegò tristemente il dottore. «È la mia miglior cliente».

Clienti.
Un medico e un avvocato stanno discutendo.
 «Andiamo», dice il medico, «ammetti che i tuoi clienti non sono degli angeli».
 «È vero», risponde l’avvocato. «I tuoi, invece, hanno molte probabilità di diventarlo presto!»

Club.
Un signore è invitato per un weekend da un socio presso la sede del club che si trova in una villa. La villa è bellissima, con una piscina molto grande e tutti sono sdraiati al sole e fanno il bagno.
Il signore si tuffa dal trampolino e perde il costume. Cerca di recuperarlo, ma il costume è introvabile. Così si arma di coraggio e, prima di uscire dalla piscina, allunga una mano e riesce a prendere una rivista appoggiata sul bordo. Si copre la faccia con la rivista e, nudo come un verme, corre verso le cabine.
Tre gentildonne, che stanno prendendo il tè, l’osservano incuriosite. Una dice: «Non è mio marito». Un’altra: «Hai ragione, non è tuo marito». E l’ultima: «Non è nemmeno un socio del club».

Coda.
 «È da caccia il tuo cane?» «Certo, non lo vedi?» «E cosa aspetti a fargli mozzare la coda?» «Oh, no, povera bestia: ci è così attaccato!»

Coesistenza.
 Discussione tra un cinese ed un sovietico. Il sovietico sostiene che è possibile far coesistere pacificamente il capitalismo e il socialismo.
 Il cinese non è d’accordo. Allora il sovietico porta il cinese allo zoo. Si ferma davanti a una gabbia dove stanno insieme un lupo e un agnello.
 Allo stupore del cinese, il sovietico esclama: «Hai visto? Come sempre è questione di organizzazione».
 «Mi sembra impossibile… un lupo e un agnello! È incredibile! Ma come avete fatto?» «Questione di organizzazione, te lo ripeto. E di costi: basta cambiare ogni mattina l’agnello!»

Coetanei.
 Per oltre vent’anni, un uomo ha continuato a frequentare regolarmente una coetanea, cenando da lei quattro volte alla settimana e vedendola tutti i giorni. Una sera, dopo cena, la donna con un timido sorriso azzarda: «Carlo, senti: non ti sembra che ormai, dopo tanti anni, sarebbe ora che ci sposassimo?».
 «Sarebbe bello, cara, sarebbe tanto bello. Ma, siamo sinceri, chi vuoi che ci sposi ormai, alla nostra età?»

Collana.
Due signore s’incontrano a un ricevimento.
 «Mia cara» dice una «hai una collana stupenda! E com’è lunga! Forse tuo marito ti regala una perla ad ogni compleanno?»

Colleghi.
 «Duecentomila lire per un pranzo!» si lamenta un signore con il cameriere d’un ristorante di lusso. «Spero che farete uno sconto a un vostro collega…» «Oh, il signore è un cameriere anche lui?» «No. sono un ladro!»

Collegio.
Un alunno, di ritorno nella sua città natale, si reca a far visita al suo vecchio collegio. Entra nel pensionato e bussa alla porta della camera nella quale aveva trascorso molte ore felici, tanti anni prima. Alla fine, un nervoso studentello apre la porta e il vecchio alunno entra. «Oh, sì» mormora, «la stessa vecchia camera!» Si avvicina alla finestra e guarda giù nel cortile. «Ah, sì» commenta, «la stessa vecchia vista!» Si accosta all’armadio e ne apre i battenti, dentro c’è una ragazza seminuda, terrorizzata. «È mia sorella, signore» balbetta lo studente. «Ah, sì!… la stessa vecchia scusa!»

Colpevolezza.
 L’esercito australiano aveva convocato la corte marziale per un processo a un soldato accusato di aver avuto rapporti carnali con uno struzzo. Gli fu chiesto come si dichiarava.
 «Colpevole» ammise senza un attimo di indecisione l’accusato.
 «Ammettete dunque di aver avuto rapporti con uno struzzo? E cosa avete da dire in vostra difesa?» «Beh», continuò il soldato, «se può servire a qualcosa, ho deciso di sposarlo».

Comizio.
 A un comizio, tra la folla, c’è un padre che tiene per mano il figlioletto. L’oratore esordisce: «Compagni!…». Il bimbo domanda: «Cosa vuol dire “compagni”, papà?».
 «”Compagni” sono quelli che pensano nello stesso modo e agiscono nello stesso modo» risponde il padre. L’oratore, dopo un po’. «Il nostro governo…». «Papà, cos’è il governo?» «Quelli che pensano al bene di tutti e prendono delle decisioni per il bene di tutti. A casa nostra, per esempio, la mamma è il governo perché pensa a tutti noi». «…e il popolo…» continua l’oratore. «Papà, cos’è il popolo?» domanda ancora il bambino.
 «Il popolo siamo noi che abbiamo bisogno di essere organizzati e difesi. A casa nostra, per esempio, la tua sorellina è il popolo. Hai capito?» Nella stessa notte, il piccolo sveglia il padre e gli sussurra: «Senti, compagno, avvisa il governo che il popolo è pieno di merda fin qui!».

Commenti.
 «Com’è stato il film?» «Il primo tempo una mezza boiata!» «E il secondo?» «L’altra mezza!»

Commessa.
Un pasticciere si reca in un’agenzia di collocamento per cercare una commessa.
«Come la desidera?» chiede l’impiegato. «La vuole apprendista o esperta?» «Diabetica».

Commissioni.
Un gatto attraversa la strada correndo, fa il giro dei giardini del quartiere, sale sui tetti, scende in tutte le cantine, poi torna stanchissimo in casa, dalla padrona.
Una vicina, stupita, domanda: «Ma il suo gatto è impazzito?».
«Oh, no! L’ho appena fatto castrare e sta disdicendo tutti i suoi appuntamenti».

Comodità.
La signora viaggia per la prima volta su un transatlantico.
 Poco dopo la partenza entra un ufficiale, il quale premurosamente s’informa: «Tutto bene, signora? Le piace la cabina?». «Moltissimo» fa la signora, «ed è tutta una comodità!» Poi, indicando gli oblò, aggiunge: «Ed è incredibile quanta roba io riesca a ficcare in questi piccoli armadi a muro!».

Compleanno.
 Un amico a un altro: «Ieri sera mi è successa una cosa terribile. Sono ancora sconvolto».
 «Cosa ti è successo? Ma non era il tuo compleanno?» «Appunto per questo. Figùrati che appena sono entrato in ufficio, mi è venuta incontro la mia segretaria invitandomi ad andare da lei a prendere un martini alle sette. E…» «E la chiami una cosa terribile? È veramente bella la tua segretaria!» «Lasciami finire. L’ho ringraziata. Sono corso dal parrucchiere, poi mi sono cambiato tutto e alle sette precise, con un mazzo di rose, ho suonato alla sua porta». «Allora?» «Allora lei è venuta ad aprirmi. Era una bellezza.
 Aveva un abito scollato e un profumo…» «E allora?» «Allora mi ha fatto accomodare, mi ha offerto un martini con delle olive e delle mandorle, ha messo una musica languida e poi, con una voce dolce, mi ha detto: “E adesso ho una sorpresa per lei! Io vado in camera da letto e l’aspetto tra dieci minuti. Dieci minuti, ha capito, non prima, mi raccomando! “» «E tu?» «Io, dopo dieci minuti esatti sono andato in camera da letto. E ho trovato tutti i miei impiegati che si sono messi a cantare: “Tanti auguri a te! “».
 «Accidenti! Be’, però in quel caso dovevi prenderla con spiri to!» «Avrei voluto vedere te al mio posto! Ero in mutande!»

Compresse.
 Un settantenne chiede al medico qualcosa che lo aiuti a soddisfare le esigenze della giovanissima moglie. Il medico gli prescrive un certo tipo di compresse.
 «Prenda alcune di queste» gli dice «si sentirà come un bambino».
 Il vecchietto ne trangugia quattro poi, sotto casa, vuota addirittura il flacone. Il rimedio è veramente portentoso e marito e moglie passano una notte eccezionale. Il mattino dopo, alle 10, lui sta ancora dormendo profondamente, tanto che la moglie incomincia a scrollarlo per svegliarlo.
 «Va bene, va bene, mi alzo» farfuglia nel sonno il marito, «ma oggi non ho voglia di andare a scuola!»

Comunione.
 Una famiglia di contadini sta preparando il banchetto per numerosi invitati in onore del figlio Pierino che, l’indomani, dovrebbe ricevere il sacramento.
 A un certo punto arriva il parroco e informa che Pierino non potrà ricevere la Prima Comunione.
 «Ma come, signor parroco, abbiamo già preparato tutto! Non può farci questo!» dice la madre del ragazzo.
 «Mi dispiace, signora, ma si figuri che Pierino non ha saputo nemmeno dirmi come è morto Gesù Cristo!» «Cosa vuole, noi siamo dei poveri contadini: non abbiamo né radio, né televisione, né giornali.
 A dire la verità non sapevamo neppure che Gesù fosse ammalato…»

Concorrenza.
 In un piccolo paese tre sarti avevano aperto la loro bottega tutti nella stessa via. Per questo motivo erano costretti a farsi una spietata concorrenza al fine di accaparrarsi i clienti. Un giorno uno dei tre fece affiggere nel negozio un cartello con la scritta: «Qui il miglior sarto d’Italia».
 Il secondo allora, per non essere da meno del collega, espose la seguente scritta: «Qui potrete trovare il più bravo sarto del mondo».
 Il terzo, alla vista dei due cartelli dapprima si trovò piuttosto imbarazzato, ma poi ebbe un’idea luminosissima e inchiodò alla porta della sua sartoria la seguente scritta: «Qui risiede il miglior sarto della via».

Condanna.
 In un paese dittatoriale un cittadino che ha commesso la grave imprudenza di dichiarare a voce alta, per la strada, che il ministro degli Interni era un imbecille è stato condannato a vent’anni di prigione, cinque anni per diffamazione e quindici anni per aver divulgato un segreto di stato.

Confessione.
 A bassa voce, al di là della grata di un confessionale, il sacerdote sussurra: «… E se si sposerà, cara figliola, è suo dovere di buona cristiana dare la preferenza al matrimonio religioso».
 «Oh, padre, è impossibile! L’ho già data ad un impiegato civile!»

Congresso.
 A un congresso internazionale, il presidente chiede attraverso il microfono: «C’è qualcuno dei presenti che parla perfettamente l’italiano? Ripeto, perfettamente…» «Me!» risponde una voce.

Considerazioni.
 «… e così Roma sarebbe quindi la città più distratta del mondo!» «Perché?» «C’è bisogno di chiederlo? Ha sette colli e neppure una testa!»

Consiglio.
Una donna che si sta confessando chiede al sacerdote: «Padre, vorrei un metodo per il controllo delle nascite, sicuro, ma approvato al cento per cento dalla Chiesa…». «Signora, si beva una Coca Cola fresca». «Prima o dopo il rapporto?» «Invece, signora, invece!»

Conti.
Maestro: «Ti avevo detto di scrivere cinquanta volte la frase “Devo imparare a contare”. Perché non l’hai fatto?». Pierino: «Perché non so contare fino a cinquanta…».

Controllore.
Una signora in treno è alle prese con il controllore.
«E va bene. Pago il biglietto per il mio cane.
L’avverto però che lo faccio sedere sul sedile accanto a me, come ogni altro viaggiatore!» «Va benissimo, signora. A patto che non metta i piedi sul sedile, come fanno tutti gli altri viaggiatori!»

Convento.
 Alcune suore di un convento trovarono un giorno, nel giardino, un pappagallo ferito.
 Le suore lo raccolsero e lo curarono il più amorevolmente possibile.
 Il pappagallo, appena rimesso, incominciò a parlare, ma, ahimè, il suo vocabolario era esclusivamente composto di parole scurrili.
 Le buone suore incominciarono a rieducarlo e arrivarono persino a insegnargli le preghiere.
 All’inizio non fu facile, il pappagallo sembrava non volesse imparare, ma alla fine le suore riuscirono nell’impresa. Il giorno che il vescovo venne a far la visita annuale, le monache gli mostrarono il pappagallo.
 «Guardi, eminenza, questo pappagallo. Pensi che, quando l’abbiamo raccolto, diceva delle parole terribili; ora, per grazia di Dio, si è convertito. Provi lei stesso, eccellenza! Se si tira la zampa destra, il pappagallo recita l’Ave Maria, mentre se si tira quella sinistra, recita il Pater».
 «E se le tiro tutte e due?» chiede il vescovo compiaciuto.
 Il pappagallo lo guarda da sotto in su e: «Casco per terra, cretino!».

Corrispondenza.
Da una lettera: “Caro nonno, sono ormai all’estremo. Se non mi mandi un po’ di soldi, dovrò vivere in mezzo alla strada”. Dalla risposta: “Caro nipote, ti raccomando: sta’ bene attento quando l’attraversi!”

Cortesia.
Un temibile gangster viene finalmente catturato, condannato alla sedia elettrica e giustiziato. Il giorno dopo si presenta alla porta dell’inferno. Il diavolo di servizio lo introduce in portineria e gli dice cortesemente: «Si vuole sedere?».
 Al che, il gangster risponde: «No, grazie. Sono stato seduto tutta la mattina».

Cowboy.
In un salone entra un cowboy trascinandosi dietro il cavallo. Si avvicina al banco e rivolto al barista: «Ehi, per piacere, un whisky!».
 «Subito, signore» risponde il barista, porgendo al cowboy un grande bicchiere di whisky. Questi lo prende e lo dà al cavallo che lo butta giù tutto d’un fiato. Sbalordito il barista chiede: «E lei? Non beve?». «Non posso, io che devo guidare».

Creazione.
Il Padreterno sta controllando che la creazione del mondo riesca perfettamente. A un certo punto ha uno scatto d’impazienza e chiama un angelo, mostrandogli una sogliola: «Guarda che mi combini, ti avevo detto di lavarla, non di stirarla!».

Croccante.
Un ragazzino si rivolge a un bambino più piccolo: «Hai buoni denti, tu?».
 «Purtroppo no».
 «Perfetto. Allora tienimi il croccante mentre faccio questa partita al pallone!»

Cucito.
 «Toglimi una curiosità: come mai la tua nuova inquilina non fa altro che cucire? Cuce la mattina, il pomeriggio, la sera…» «Per forza, suo marito è il capo della banda del buco!»

Curiosità.
 Il bambino si avvicina ad una signora in stato interessante e, indicandole il ventre, le chiede: «Che cos’è quello, signora?».
 La signora risponde: «È il mio caro bambino e gli voglio tanto bene».
 Allora il bambino: «Se lei vuole tanto bene al suo bambino, perché lo ha mangiato?».

Curiosità infantile.
 «Perché mi hai detto di non fare osservazioni sui capelli del signor Rossi, mamma? Ma se è calvo!»

Dal macellaio.
«Ha detto mio padre» dice Pierino al macellaio, posando un involto sul banco, «che con queste fettine ci si possono risuolare le scarpe…» «E perché non l’ha fatto?» risponde sarcastico il macellaio. «Ci ha provato, ma non è riuscito a farci entrare i chiodi!»

Dal tabaccaio.
 «Vorrei un accendisigari che si accenda al primo colpo, che consumi poca benzina e che costi poco». «Eccolo, signore: un cerino!»

Daltonico.
Dopo lunghi anni di fidanzamento, arriva il giorno tanto atteso. I due innamorati sono finalmente soli la sera delle nozze. «Amore» dice il neo sposo «devo dirti una cosa». «Anch’io, tesoro, ho una confessione da farti». «Io sono daltonico, e tu?» «Io sono una pellerossa!»

Danni.
 Due famiglie amiche hanno preso in affitto per le vacanze due casette vicine in campagna e si scambiano continuamente visite e cortesie.
 Durante l’estate, un mattino presto squilla il campanello. È l’amica che: «Scusami l’ora, ma proprio adesso la donna mi stava dicendo che le mie galline hanno rovinato i tuoi fiori. Mi dispiace tanto».
 «Non te la prendere. Anzi sono io che devo scusarmi perché ieri il mio cane si è mangiato due delle tue galline».
 «Pazienza! Perché, vedi, il tuo cane l’ho investito io ieri sera rientrando!…»

Dattilografa.
 «Come, batti la corrispondenza da solo? La tua dattilografa è forse malata?» «No, si è sposata».
 «Ah! E con chi?» «Con me».

Debiti.
 «Mio zio mi regala mille lire per ogni buon voto che riporto». «E fino a ora quanto ti sei beccato?» «Gli devo settemila lire!»

Decisione.
 «Oh, mio Dio!…» dice la bella ragazza al dentista. «Non so proprio se sia peggio farsi togliere un dente o fare un bambino!» «Si decida, signorina» risponde il dentista, «prima di incominciare devo sapere fino a che punto devo abbassare la poltrona…»

Declinazione.
La maestra sta spiegando ai bambini che cos’è un verbo.
 «Ecco, facciamo un esempio: io mi lavo, tu ti lavi, egli si lava, noi ci laviamo… che cos’è, secondo voi?» «Domenica, signora maestra!»

Deduzione scientifica.
 Un famoso scienziato sta osservando il cielo attraverso un enorme telescopio.
 Improvvisamente annuncia: «Sta per piovere».
 L’assistente gli chiede: «Perché lo pensa, professore?» E lui, soave: «Perché mi fanno male i calli!».

Deduzioni.
 Il bambino domanda alla madre: «Come sono venuto al mondo io?». E la madre: «Sei stato trovato sotto un cavolo». «E il papà, com’è nato?» «L’ha portato la cicogna». «E il nonno, com’è nato?» «Sotto un fiore, nel giardino». «E il bisnonno?» «Anche lui è stato trovato sotto un cavolo».
 Dopo questa conversazione chiarificatrice con la madre, il bimbo si ritira nella sua cameretta, apre il suo diario e scrive:”Da una mia inchiesta risulta, senza possibilità di errore, che nella mia famiglia da almeno quattro generazioni non vi è stata alcuna nascita normale”.

Definizione giuridica.
«Cos’è il cavillo?» «È un animalillo che tritta e galippa!»

Delusione.
 Un’anziana signora e una giovane e bella fanciulla entrano dal medico. «Si spogli, signorina» dice il dottore.
 «Dottore, lei si sbaglia, è mia madre che non si sente bene» dice la fanciulla. «Ah…, tiri fuori la lingua, signora».

Dentista.
 «Quando parlo io, la gente mi sta ad ascoltare a bocca aperta!» «Certo, devi essere un oratore molto eloquente». «No. sono dentista !»

Desideri 1.
Due bambinetti parlano dei loro desideri per il futuro Natale.
 Il maschietto dice alla bambina: «Io voglio un treno lunghissimo, lungo tutta la mia camera. E tu?». «Io no. Io voglio i tampax». «Cosa sono i tampax?» «Non lo so» risponde la bambina «ma ho sentito mia sorella dire a una sua amica che con i tampax puoi fare sempre tutto quello che vuoi».

Desideri 2.
«Papà, fuori c’è un signore che ti vuole».
 «Non posso riceverlo: sono troppo occupato, mandalo via». «Dice che pagherebbe qualsiasi somma pur di vederti». «Caspita, fallo entrare subito: chi è?» «Un cieco…»

Destino.
 Una bella ragazza su una utilitaria ha appena investito un uomo sulle strisce pedonali. «Me lo aveva detto oggi la chiromante» esclama, «che avrei trovato un uomo sulla mia strada!»

Diagnosi difficile. Il paziente al medico che lo visita all’ospedale: «Dottore, pensa che riuscirà a diagnosticare il mio male e guarirmi?».
 «Io so soltanto che, se ce la faccio, la notizia verrà trasmessa dalla televisione».

Diarrea.
 Dal dottore, una signora molto sofferente: «Dottore, mi scusi, ma io ho un grosso problema e non so proprio come fare…». «Dica pure, signora». «Senta, dottore, posso fare il bagno con la diarrea?» «Dipende, signora, se riesce a riempire la vasca…»

Dibattito.
 Tra un signore ed il possibile futuro genero è in atto una discussione.
 «… Eh, no, no! Non permetterò mai che la mia adorata Anna viva con un cretino!» «Sono del suo stesso parere. Appunto per questo voglio sposarla!»

Dichiarazione 1.
 Uno studente di quindici anni si rivolge seriamente alla sua giovane professoressa: «Signorina, voglio sposarla».
 «Via, via» fa la giovane, mettendosi a ridere, «non ho nessuna attrazione per i bambini…» «Stia tranquilla, starò molto attento…»

Dichiarazione 2.
 «Mia cara, te l’ho detto centinaia di volte che c’è una sola donna al mondo per me!» «Lo so» mormora la moglie, «ma non mi hai ancora detto chi è…»

Diciottenne.
 Un padre esasperato perché il figlio diciottenne gli prende sempre la sua roba, una sera che il ragazzo sta uscendo, lo ferma e lo esamina meticolosamente. «Tanto per cambiare» dice «la cravatta è mia!» «Sì, papà». «Ma anche la camicia è mia!» «Sì, papà».
 «E la cintura? Mia anche questa! Ma non ti sembra di esagerare?» «Ma papà! Non vorrai che mi cadano i tuoi pantaloni!»

Dieta.
 Una signora sovrappeso dal dietologo: «Dottore, la dieta che lei mi ha prescritto effettivamente funziona, tuttavia mi fa diventare molto nervosa… Pensi che l’altra sera, durante un litigio con mio marito, gli ho staccato un orecchio con un morso!».
 «Non si preoccupi, signora, in fondo sono poco meno di cento calorie…»

Difesa 1.
 «Ricordatevi, signori», dice l’avvocato «che il portafogli della vittima era completamente vuoto… Il mio cliente ha ucciso quindi per nulla! Io penso che i signori giudici vorranno tener conto di questa azione così disinteressata. Cosa rara di questi tempi!»

Difesa 2.
 Un uomo si rivolge a un avvocato: «La prego: assuma la mia difesa!». «Ha del danaro?» «No, ma ho un’automobile». «Allora va bene: di che cosa è accusato?» «Di aver rubato questa automobile!»