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Barzellette 4


Quantità. «Vorrei un chilo di latte». «Ma, ragazzo mio, il latte non si vende a chili!» «Ha ragione, mi sono sbagliato: me ne dia un metro».

Raccolta.
 Una gentile signora bussa alla porta di un avaro e, presentandosi, dice: «Sono la presidentessa della Casa per Bambini Orfani. Stiamo facendo una raccolta di fondi, quanto mi potete dare?».
 L’interpellato la squadra un po’ dalla testa ai piedi e poi dice: «Da cinquanta a sessanta anni», e le sbatte la porta in faccia.

Ragione.
Due giovani sposi hanno appena avuto la loro prima litigata.
 «Aveva ragione mia madre!» esclama sconfortata la sposina. «Tua madre? E quando mai tua madre ha ragione?» «Una volta almeno l’ha avuta… quando mi ha detto: “Milena, non sposare quell’uomo. Sarai infelice!”» «Ma guarda… e io che l’ho sempre giudicata stupida!»

Rancio.
 In caserma: «Signor generale, il rancio è pieno di terra e sassi».
 «Dico, soldato, sei qui per fare storie o per servire il tuo paese?» «Per servirlo, signor generale, ma non per mangiarlo!»

Rapimento.
 «Le ragazze mi corrono tutte dietro!… Una ha bussato per un’ora alla porta della mia camera, supplicando che le aprissi. Ebbene, giuro che non l’ho lasciata uscire!»

Rasatura.
 Un’anziana contessa ha assunto un nuovo autista che, in linea generale, va benissimo: è puntuale, prudente, molto servizievole ed educato. L’unico neo è che non ha molta cura del proprio aspetto e, soprattutto, non si rade spesso. La contessa, che ci tiene molto, la prima volta che si accomoda in macchina, cercando di usare molta delicatezza, gli dice: «Senta, Giorgio, secondo lei quante volte pensa che ci si debba radere?» «Beh, contessa» risponde l’autista. «Dipende… con una pelle come la sua direi che è sufficiente una volta alla settimana».

Rassegnazione.
 John, uno scozzese, ha portato per trent’anni lo stesso impermeabile che ormai va a pezzi. Alla fine decide che deve comprarsene uno nuovo. Si reca all’unico negozio del villaggio, entra e dice con un sospiro: «Eccomi di nuovo qui…».

Recluta.
 Il caporale raduna un gruppo di reclute e, per mettere alla prova il loro addestramento, comincia ad impartire ordini.
 «Plotone, attenti! Plotone, alt! … Plotone, at… tenti! Plotone, dietro-front! Plotone, alt! Per fila… destr!» A questo punto, un soldatino esce dalla fila e si allontana. «Ehi, tu!» urla il caporale.
 «Dove vai?» «Allo spaccio, signor caporale. Ritornerò quando lei sarà ben deciso sul da farsi!»

Referenze.
 La signora Lucia non riesce a credere che la sua cuoca possa rinunciare al “privilegio” di essere al suo servizio per lavorare dalla signora Anna. «La signora Anna sa che sei stata da me solo sei settimane?» «Sì, signora» risponde solennemente la cuoca.
 «Mi ha detto che se sono riuscita a stare con lei tutto questo tempo, non ho bisogno di altre referenze!»

Regalo.
 Gloria si presenta alle amiche con una nuova, bellissima pelliccia, regalatale dal marito. «Ma è meravigliosa, come sei riuscita ad averla?» «Con il letto». «Cosa vuoi dire? Con tuo marito a letto?» «No, era mio marito che era a letto con Clara e io sono rientrata in anticipo dalle vacanze».

Residenza.
Il carabiniere al panettiere: «Mi dia un chilo di pane!». «Comune?» «Caltanissetta».

Resurrezione 1. Una volta, in una conversazione, si parlava di fatti religiosi.
 L’abate domandò ai presenti se sapessero dire perché mai Gesù resuscitato apparve prima alle donne. Nessuno lo sapeva. «Ebbene, ve lo dirò io» affermò l’abate, «perché la notizia della resurrezione si spargesse più rapidamente».

Resurrezione 2.
 Il direttore di un ufficio chiede a un impiegato: «Credete voi che i morti resuscitino?». «Oh, no signor direttore», risponde il dipendente.
 «Eppure, quando voi siete uscito per partecipare ai funerali di vostro suocero, lui è venuto in ufficio a cercarvi…»

Reumatismi.
 In un piccolo comune l’impiegato del municipio, nel rilasciare la carta d’identità ad un contadino, gli domanda: «Avete segni particolari, che possano servire per il vostro riconoscimento?» «Sì, signore», risponde l’interessato «ho i reumatismi».

Ricchi.
 In un cimitero, un uomo passa davanti a un mausoleo sfarzosissimo.
 Guarda, scuote il capo e mormora: «Questi ricchi… sanno vivere!».

Ricetta 1.
 Una vecchietta si fa visitare dal suo nuovo medico, il quale, dopo averle scritto la ricetta le chiede diecimila lire. L’anziana signora, meravigliata, esclama: «Ma come, diecimila lire per scrivere due parole su un pezzetto di carta?» Il medico, con un sorriso: «Sa, signora, che per queste due parole ho dovuto studiare per più di vent’anni?» E la vecchietta di rimando: «E che ci posso fare io se lei aveva la testa dura?»

Ricetta 2.
 Un medico sta scrivendo la ricetta ad un suo paziente: «Mi raccomando, faccia attenzione perché è molto importante: per tutta la vita dovrà prendere queste pastiglie una volta al giorno. Le prescrivo una scatola da venti, basta e avanza…».

Richiesta.
 All’ufficio postale: «Senta, signora, perché non fa la coda?» «Perché, non mi stanno bene i capelli sciolti?»

Richiesta interessata.
 «Potrei vedere il ladro che stanotte è entrato in casa nostra?», chiede un signore al commissariato di polizia. «Perché volete vederlo?» «Vorrei chiedergli come ha fatto ad entrare senza svegliare mia moglie…»

Ridicolaggine.
 Una mucca, volendo schernire un piccolo gattino, gli dice: «Come sei buffo: così piccolo e già con i baffi!».
 «Che cosa c’è di strano nei miei baffi? Sei molto più ridicola tu, così grossa e senza reggipetto!»

Ricompensa.
Sentita alla borsa di Milano. Lo speaker al microfono: «Un cliente, il signor X, ha smarrito una borsa nera contenente trenta milioni in biglietti di piccolo e grosso taglio. Chi l’avesse ritrovata è pregato di consegnarla in direzione. Avrà diritto a una ricompensa di trecentomila lire». Una voce dal fondo della sala: «Io ne offro cinquecentomila!».

Riconoscenza.
 Uno scozzese è ospitato da un amico in una favolosa villa in campagna. Dopo due mesi di ospitalità, decide di tornare a casa sua.
 Ringrazia calorosamente i suoi gentilissimi ospiti e, con i padroni di casa, si avvia alla stazione per prendere il treno. Poiché sono un po’ in anticipo, decidono di andare a bere un goccio di whisky.
 Quando l’amico fa per pagare, lo scozzese fermandogli la mano dice: «Questa volta no, mio caro, non te lo posso permettere. Sono due mesi che vivo alle tue spalle. Questa volta facciamo a metà!».

Ricovero.
 Un contadino è ricoverato in ospedale.
 L’infermiere, mentre lo accompagna al letto che gli è stato assegnato, gli chiede: «Ha un pigiama?». «No» risponde questi, «ho una sciatica».

Riflessioni.
 Un povero diavolo ha una fame da lupo e non una lira in tasca: «Colui che disse che l’appetito vien mangiando, non sapeva che razza d’appetito viene… non mangiando!».

Riguardi.
 «È vero che ieri sera al “Fagiano d’Oro” ti hanno sbattuto fuori dalla porta di servizio?» «All’incirca…» «E tu non ti sei fatto sentire?» «Caspita! Mi sono messo ad urlare che appartengo ad una nobile famiglia!» «Così?» «Mi hanno chiesto scusa… mi hanno fatto rientrare… e mi… hanno scaraventato fuori dalla porta… principale!»

Rimostranze.
 Il cliente all’albergatore: «Potevate anche dirmelo che la stanza era piena di pulci!».
 «Mi deve scusare; ma pensavo che il signore se ne sarebbe accorto da solo».

Rinnovo.
 Una giovane e bella signora porta il suo bambino da un medico. Il dottore: «Cos’ha, signora, il ragazzo?».
 «Oh, dottore» esclama tristemente la signora «purtroppo ha tutti i mali del mondo!» «Signora, si spogli! E faccia aspettare di là il bambino».
 «Ma scusi, dottore… io non capisco… è il bambino che deve essere visitato!» «Ma signora, vogliamo farlo daccapo questo ragazzo o no?»

Ripetizione…
Lo studente in collegio manda una lettera ai genitori: “Carissimi, ieri ho dato gli esami: erano tutti così affascinati che hanno deciso all’unanimità di ripetere l’esperienza quest’autunno!”.

Ripicca 1.
 Un americano sale su un taxi e prega il tassista di portarlo in giro per la città.
 Passando davanti a Nôtre Dame chiede: «Quanto tempo c’è voluto per costruirla?». E il tassista: «Duecento anni» risponde a casaccio.
 «Noi ci avremmo impiegato dieci anni». Poi, davanti all’Opéra: «E per costruire questa?» «Credo vent’anni!» «Noi ne avremmo impiegati cinque». Davanti alla torre Eiffel: «Non mi dica che avete impiegato degli anni per costruire questa torre di ferro!» E il tassista seccato: «Veramente sono passato di qui ieri e non c’era!».

Ripicca 2.
 Un deputato era sempre punzecchiato da un suo collega e non vedeva l’ora di ripagarlo con la stessa moneta. Un giorno, questi si alzò e gli chiese in piena Camera: «Signore, ho avuto recentemente l’occasione di sapere che lei è un veterinario. È vero?» «Sì» rispose. «È forse ammalato?»

Riposìno.
 A un concerto di musica classica una signora, dando di gomito al marito: «Guarda quel tizio accanto a te, sta russando, che figura!». «E tu mi svegli per queste stupidaggini?»

Risarcimento.
 La vittima all’automobilista: «Mi avete rovinato una gamba! Dovete risarcirmi con cento milioni di lire!».
 «Cento milioni? Dite un po’: mi avete preso per un miliardario?» «E voi mi avete preso per un millepiedi?»

Risparmi.
 «Con i soldi che risparmio» dice un pazzo, «mi comprerò una moto».
 «Io, invece» dice un altro, «mi comprerò una vacca».
 «Sarai proprio ridicolo a cavallo della vacca quando vorrai farla correre!» «Sarai più ridicolo tu, con la tua moto, quando la vorrai mungere!»

Risparmio.
 Il piccolo Tommy chiede alla mamma: «Mamma, lasciami andare allo zoo a vedere le scimmie».
 «Ma che cosa ti viene in mente: andare a vedere le scimmie, mentre c’è qui la zia Carolina…»

Rispetto 1.
 Durante una traversata transoceanica, un arcivescovo chiama la hostess: «Mi porti un whisky, per favore». «Subito, monsignore».
 Improvvisamente il prelato riflette e s’informa: «Senta, a che altitudine stiamo volando in questo momento?». «Sedicimila metri, monsignore».
 «Ah, bene. Siamo un po’ troppo vicini al Padrone. È meglio che mi serva una camomilla».

Rispetto 2.
 «E ricòrdati, figlio mio, che mai nella vita mi sono permesso di alzare la voce davanti a mio padre». «Sempre a parlare di tuo padre…» «Certo, mio padre vale mille volte più del tuo».

Risposta.
 Il signor Rossi, che era in viaggio per affari, ritorna improvvisamente a casa nel cuore della notte e scopre nel portacenere sul tavolino da notte un sigaro ancora acceso e mezzo consumato. «Da dove viene questo sigaro?» urla furente alla moglie. La donna, tremante, non ha il coraggio di rispondere. «Allora?» Nessuna risposta.
 «Allora, mi vuoi rispondere sì o no? Da dove viene questo sigaro?» A questo punto, dall’interno dell’armadio esce una voce soffocata che dice: «Viene dall’Avana!».

Ritardo.
 Un idraulico suona il campanello di una casa, dietro la porta una signora chiede: «Chi è?» «Buongiorno, sono l’idraulico!» «Ma scusi, cosa ci fa qui?» «Ma signora, mi avete chiamato voi…» «Guardi che si sta sbagliando, non abbiamo chiamato l’idraulico». «Ma scusi, non è casa Tati?» «No, i Tati si sono trasferiti quattro anni fa!» «Guarda te, che gente: ti chiamano dicendo che è urgente e poi se ne vanno senza dirti nulla… !»

Ritorno.
 Dopo anni e anni trascorsi a girare il mondo, un tale ritorna al paesello natio e durante tutto il viaggio si commuove al pensiero delle accoglienze che riceverà dagli amici che non vede da moltissimo tempo.
 Finalmente ecco la piccola stazione del paesello, sempre uguale a come la ricordava, ed ecco sul marciapiede il capostazione, un suo carissimo amico d’infanzia. Estremamente commosso per il ritorno, il viaggiatore gli si avvicina, gli batte leggermente un colpetto sulla spalla. Il capostazione si volta, lo riconosce: «Ehilà, Francesco» lo saluta, «sei di partenza?»

Robot.
 Un robot entra in un bar e chiede un whisky.
 Mentre il barista lo serve, il robot osserva il jukebox acceso dal quale esce una voce femminile. «Un whisky anche per la signorina, prego!» esclama il robot rivolgendosi sorridendo al barista.

Rompiscatole.
 Un uomo sta pescando da più di quattro ore senza prendere nulla. Un curioso rimane sempre fermo alle sue spalle, rimanendo zitto.
 A un certo punto il pescatore, un po’ nervoso, si A un certo punto il pescatore, un po’ nervoso, si rivolge con tono seccato al rompiscatole: «Perché non pesca anche lei?».
 L’altro, con tono serafico: «Purtroppo mi manca la pazienza…».

Rugby.
 Un capo baluba ritorna al suo paese dopo una visita in America.
 Tutti i suoi uomini sono raccolti intorno a lui per ascoltare le impressioni del viaggio.
 «Quello che mi ha colpito di più di quel paese, è stato un gioco che si chiama rugby. Vi spiego: in un gran prato verde ci saranno stati circa trecentomila uomini che pregavano. In mezzo a loro, a un certo punto, sono arrivati di corsa quindici guerrieri in mutandine rosse. Dietro di loro, sono arrivati altri quindici guerrieri in mutandine bianche.
 Dopo qualche minuto di silenzio, è entrato lo stregone con un grande uovo di cuoio in mano.
 Lo stregone ha fischiato. Ed ecco che in quel preciso momento, il miracolo si è compiuto: è incominciato a piovere!»

Sacerdoti.
 Quattro parroci venuti dalla provincia veneta entrano in un bar di Venezia. Sono rossi in faccia e parlano a voce un po’ troppo alta. Comanda il primo: «A mi un’ombreta… Facciamo un bel Pinot!». Il secondo: «A mi un Cartizze!». Il terzo: «A mi un Sauvignon!».
 Il ragazzo mesce. Poi si rivolge al quarto, che è rimasto silenzioso a guardare: «E a lei, reverendo?». «Oh, a mi come tuti gli altri!»

Salma. Un tizio reclama la salma di uno zio morto suicida.
 «Ha qualche segno caratteristico?» chiede l’addetto all’obitorio. «Sì. Era balbuziente!»

Sandwich.
 Alla frontiera del Kenia, un doganiere chiede a un camionista: «Lei cos’ha da dichiarare?».
 «Niente» risponde il camionista. Il funzionario non è persuaso e incomincia a controllare.
 Come solleva il pesante copertone dell’automezzo, vede un elefante che ha due fette di pane sulle orecchie. «E questo elefante lei lo chiama niente?» «Perché, è forse proibito portarsi dietro un panino?»

Scalata.
 Un arrampicatore dilettante, alla vigilia della sua prima scalata, gira per il paesino interrogando questo e quello sulle difficoltà dell’impresa che lo attende. Fra gli altri, vuol sentire anche l’opinione del più vecchio montanaro al quale chiede: «Da quella cima là, la gente cade spesso?».
 «Macché» risponde l’uomo nel fumo della pipa, «non cadono più di una volta nella vita».

Scale.
 Il dottore, dopo aver visitato una vecchietta, le proibisce nel modo più assoluto di fare le scale.
 «Torni da me tra quindici giorni» conclude il professionista.
 Trascorsi i quindici giorni, il dottore è sbalordito nel vedere come la paziente si è ripresa.
 «Brava, signora. Lei è perfettamente guarita.
 Non ha più bisogno di me». «Scusi, dottore, allora posso riprendere a fare le scale?» «Adesso sì. Ma, mi raccomando, adagio!» «Ah, meno male, dottore. Perché sa, è faticoso andare su e giù per la grondaia».

Scambio. Per la via cammina un ometto verde, vestito tutto di verde.
 A un tratto, un’auto verde passa col verde e lo investe; c’è una emorragia di sangue verde! Viene chiamata la croce verde e su una lettiga l’ometto in verde è portato alla clinica Verdi e introdotto in una sala operatoria verde, dove anche i chirurghi sono in verde. Durante il difficile intervento, si apre una porta ed entra un ometto rosso, tutto rosso, da cima a fondo, rosso fuoco; stupore di chi legge, di chi scrive, di chi opera! L’ometto rosso è imbarazzato, si fa paonazzo, esita un po’, poi sbotta: «Scusatemi: forse ho sbagliato barzelletta!».

Scarlattina.
 «Dottore» dice l’uomo al telefono con tono concitato «mio figlio ha la scarlattina!» «Lo so, L’ho visitato ieri. Non si preoccupi.
 Bisogna fare attenzione che non stia vicino agli altri componenti della famiglia». «Dottore, ma il bambino ha baciato la bambinaia».
 «Questo è un pasticcio! Dovrà stare in quarantena anche lei». «Dottore… la bambinaia… l’ho baciata anch’io!» «Allora le cose si complicano. Probabilmente l’avrà presa anche lei». «E, naturalmente, ho baciato anche mia moglie…» «Maledizione! Allora l’ho presa anch’io».

Scherzo.
 «Mammina, mammina, nella stanza della cameriera c’è un uomo nudo!» Shock nel salotto dove la signora e le sue amiche stanno giocando a bridge. Un istante dopo: «È uno scherzo! È uno scherzo! Nella stanza della cameriera c’è solo papà!».

Scimmione.
 Due uomini entrano in un bar. A servire c’è un grosso scimmione. I due bevono ed escono.
 «Hai visto quello scimmione orribile che faceva da barista?» «Certo che l’ho visto» rispose tranquillamente l’amico. «Non mi dire che non lo trovi strano!» disse il primo.
 «Sì. Effettivamente è un po’ strano: non riesco a capire perché il padrone ha mandato via la giraffa che faceva dei cocktails eccezionali!»

Scomparsa.
Al posto di polizia.
 «Commissario, mia moglie è sparita da più di un anno». «E lei viene solo ora a denunciarne la scomparsa?» «Sa… fino ad oggi non osavo sperarlo…»

Scontro.
Il carabiniere Murillo entrò di corsa in caserma.
 «Sapete cos’è successo a Tusi? Oh, povero Tusi!… povero caro amico…» e così dicendo Murillo si prendeva la testa tra le mani, disperato.
 Parecchi gli si affollarono intorno. «Ma insomma, cos’è successo a Tusi?» «È morto!» «Ma come? Chi te l’ha detto?» «Era sul giornale stamattina. In prima pagina!» «???» «Sì. In prima pagina. Diceva esattamente: “In uno scontro tra due macchine triste bilancio: sei morti più due con… tusi!”».

Scultore.
 Nello studio di uno scultore di gran fama, un altrettanto famoso critico d’arte si sta accarezzando la barba con fare pensoso.
 «Le dirò» dice infine, «l’espressione del viso è marziale, la testa è magnifica, la fronte è quella di un gran soldato. Ma quello che non riesco assolutamente a spiegarmi è la posizione un po’ strana in cui lo ha scolpito, si può prestare a dei commenti poco rispettosi».
 «Ha ragione» dice lo scultore rabbuiandosi, «ma cerchi di capire: mi avevano ordinato una statua equestre. Senonché, quando avevo ormai terminato il generale, si sono accorti che i fondi non bastavano e quindi ho dovuto eliminare il cavallo!»

Scuola serale.
Due amici balbuzienti si trovano per strada. «C… c… ciao, co… co… come v… va?» «Be… be… bene, e tu co… co… co… cosa st… st… stai fa… fac… facen… facendo?» «Io m… mi so… so… so… sono i… iscri… iscritto a u… una scu… scu… scuo… scuola se… se… sera… sera… serale pe… pe… pe… per ba… balbu… balbu… balbuzien… balbuzienti…» «Pe… pe… pe… perché, no… no… non ba… ba… balbe… balbet… balbetti be… be… be… bene?!»

Scuse.
 «Ma lei», esclama il direttore «mi ossessiona con continue richieste di permessi! Una volta fu per i funerali di sua suocera, poi si ammalò sua moglie, due mesi fa suo figlio si ammalò di scarlattina, il mese scorso ci fu il battesimo del suo secondogenito. Ed ora che cosa c’è?» «Signor direttore, vorrei sposarmi…»

Sesso.
 «Andando avanti così, chi mai potrà distinguere un uomo da una donna? Sa dirmi lei per esempio, di che sesso è quell’individuo che ci viene incontro?» «Ma quella è mia figlia!» risponde l’interpellato.
 «Oh, non avrei mai potuto supporre che così giovane lei fosse già padre». «Ma io sono sua madre!»

Sfegatato.
 Un comunista molto sfegatato, passando davanti a un negozio che vende animali sente un pappagallo cantare “Bandiera Rossa”.
 Entra, chiede il prezzo, paga e, trionfante per l’acquisto, porta il pappagallo a casa.
 La moglie, dapprima è entusiasta, poi, passando i giorni, lo è meno. Una mattina la donna non resiste più. Il pappagallo non smette un attimo di cantare.
 Al colmo dell’insofferenza, la donna prende un bastone e dà una botta in testa al pappagallo che cade a terra tramortito. Per non vederlo nemmeno più, lo copre con uno straccio. Alla sera, quando rientra il marito, la donna gli racconta l’accaduto. Il marito, disperato, alza subito lo straccio e il pappagallo, strizzandogli un occhio: «Di’, sono finalmente passati questi sporchi fascisti?»

Sfratto.
Un tale ben vestito andò dal parroco.
 «Padre, son venuto a chiederle aiuto. C’è una povera vedova con sei figli piccoli che muoiono di fame. La poverina è ammalata da tre mesi e non ha i soldi né per le medicine né per il padrone di casa a cui deve l’affitto da un anno… È sul punto di essere sfrattata! Io sto cercando di fare una colletta per non farla buttare sulla strada con i suoi bambini. Può aiutarmi?» «Ma certo» disse il parroco «se lo fa lei, lo devo fare anch’io. Ma, a proposito, chi è lei?» «Il padrone di casa, padre».

Sfrontatezza.
 Un signore molto credulone ritorna improvvisamente a casa e trova sua moglie a letto. «Non stai bene?» le chiede. «No, ho mal di testa». «E cosa sono quei calzini sul tappeto?» «Sono per te, ho appena finito di lavorarli a maglia». L’uomo apre l’armadio e vede un giovane seminudo. «Che fa lei qui?» «Se sei stato così idiota da credere a tutte queste storie, crederai sicuramente se ti dico che sto aspettando l’autobus».

Sicilia.
 Un distinto signore siciliano entra in un bel negozio e chiede alla graziosa commessa: «Signorina, vorrei una colomba…». «Motta?» «Ecché! Viva me la vuole dare?»

Sicuméra. Un giovanotto al padre della ragazza: «Signore, io voglio sposare sua figlia! Sono venuto a chiedere la sua approvazione… !» Il padre: «Ha già visto sua madre, cioè mia moglie?» «Sì signore, ma preferisco sua figlia!»

Sicurezza.
 In un paesino di montagna, durante il funerale di una suocera, i cavalli che trainano il carro funebre, giunti nelle vicinanze di una cava di pietre, all’esplosione di alcune mine si imbizzarriscono e si mettono a galoppare giù per un ripidissimo sentiero.
 A una curva, la bara salta fuori dal carro e si fracassa al suolo.
 Dalle tavole di legno, esce un po’ intontita la suocera che era soltanto caduta in catalessi.
 Alcuni giorni dopo però, la miracolata muore sul serio. Nuovo funerale. Quando il corteo giunge di nuovo nei pressi della cava il genero, con un balzo salta a cassetta, toglie le redini dalle mani del cocchiere e dice: «Questa volta lo guido io!».

Sigaro.
 Un amico del padre scopre Pierino che fuma un grosso sigaro e per prenderlo in giro gli dice ironicamente: «Suppongo che stai per dirmi che sei appena diventato padre!». E Pierino: «Oh, no! Sono solo sei mesi che faccio l’amore!»

Sindacati.
 «Abbiamo chiesto 42 ore lavorative settimanali e le abbiamo ottenute, ne abbiamo chieste 40 e le abbiamo avute. Vedrete, alla fine riusciremo a ottenere una giornata lavorativa settimanale». Dal fondo si sente una voce: «Come, tutta una giornata?».

Singhiozzo.
 Un signore entra di corsa in farmacia e chiede un rimedio contro il singhiozzo. Il farmacista, pronto, gli appioppa un terribile schiaffone. Alle proteste del signore il farmacista gli spiega che è l’unico sistema per far cessare immediatamente il singhiozzo, tanto è vero che gli è passato.
 «Ma non ero io che avevo il singhiozzo» si lamenta il signore «ce l’ha mia moglie che sta aspettando in macchina».

Smemorata.
All’ufficio anagrafe: «Signorina, quanti anni ha?» «Ho contato ventiquattro primavere…» «Beh, ora cerchi di ricordare in quale anno si è stancata di contare».

Sogni.
Un droghiere, visto un debitore, lo ferma e gli dice: «Stanotte ho sognato che lei apriva il portafogli in mia presenza e mi dava la giusta somma che mi deve». «Ma lei crede ai sogni?» «Io sì».
 «Be’, allora guardi: mi rilasci ricevuta per la somma che le ho dato stanotte».

Solidarietà 1.
 Un prete si è accorto che il suo sacrestano ruba dalla cassetta delle elemosine.
 Una sera, quando il sacrestano s’inginocchia davanti a lui in confessionale, gli chiede: «Oltre ai peccati che mi hai detto, non hai altro da confessarmi?» «No, reverendo».
 Allora il parroco: «Chi si frega i soldi dalla cassetta delle elemosine?».
 Silenzio. Stessa domanda due, tre volte.
 Silenzio. Il prete esce dal confessionale ed interpella il sacrestano: «Dico a te… Ti ho fatto una domanda!» «Strano, ma lo sa, reverendo, che qui non si sente nulla?» «Benone» esclama il parroco con tono sarcastico, «vediamo un po’, cambiamo posto e siediti tu al posto mio, io mi metterò dove tu eri prima. Così controlliamo se si sente…» Allora il sacrestano domanda: «Chi va a letto con la moglie del sacrestano?» Il parroco non risponde. Esce dal confessionale e: «Ma lo sai che avevi ragione? Qui non si sente proprio nulla?».

Solidarietà 2.
 Giobatta dice al figlio studente: «Penso che valuterai, figlio mio, il sacrificio che mi costa farti studiare. La tua istruzione mi sta rovinando».
 «Eppure, papà» risponde serissimo il figlio «io studio il meno possibile!»

Sordi.
 Due sordi giocano a carte in un caffè: «Picche… Quadri…». Urlano talmente che il padrone, spinto dagli altri avventori seccati, si avvicina e dice: «Dolente, signori, ma dopo le dieci di sera non si può più giocare». «Come?» «Dopo le dieci di sera è proibito…» «Cosa avete detto?» Per tagliar corto il padrone toglie loro di mano le carte.
 «Beh, non importa» urla allora uno dei due sordi all’altro «ne approfitteremo per chiacchierare un po’».

Sorelle.
 «Scusa, sai dirmi chi è quella ragazza che sta parlando con Luca? Ha un’aria così cretina, non trovi?» «È mia sorella». «Oh, mi dispiace, non avevo notato la somiglianza!»

Sorpresa 1.
 Un padre entra in una cartoleria per acquistare una stilografica per suo figlio.
 «Suppongo che gli vogliate fare una sorpresa» chiede sorridendo il commesso. «Altroché» risponde il padre, «si aspetta una Ferrari!»

Sorpresa 2.
Il signor Rossi torna da un viaggio all’improvviso. Gli viene incontro il suo piccino in lacrime. «Papà, papà, c’è l’uomo nero in casa». «L’uomo nero? Ma cos’è questa sciocchezza?» «Ti giuro che è vero, papà, io l’ho visto. È in camera della mamma! Prima era in bagno. Io l’ho visto!» Il signor Rossi entra in camera della moglie e trova il suo miglior amico con indosso un pigiama nero.
 «Ma non ti vergogni?» gli dice. «Quando penso a tutto quello che ho fatto per te! L’appartamento, il lavoro, tutto mi devi. Ed ecco il tuo ringraziamento: ti vesti di nero per far paura a mio figlio!»

S.O.S.
«Dottore! Dottore! Un cane mi ha morso il pollice!» «Lo ha disinfettato?» «Non ho potuto: è scappato via subito…»

Spacconata.
 «Quando ero giovane ho abbattuto tutti gli alberi che c’erano nella foresta del Sahara!» «Vuoi dire nel deserto del Sahara». «Sì, adesso lo chiamano così…»
Sparizione.
 «Signor commissario, vengo a denunciare la scomparsa di mia moglie». «Da quanto tempo manca?» «Da una settimana». «E lei viene soltanto ora a denunciare il fatto?» «Beh, mi aveva detto che scendeva un momento al bar per telefonare a una sua amica; perciò i primi giorni non mi sono preoccupato…»

Specchio.
 Un ubriaco, rincasando, si vede riflesso nel grande specchio che ha all’ingresso del suo appartamento. Spaventatissimo, richiude la porta e corre a chiamare i carabinieri: «Presto! Venite subito, c’è un ladro in casa mia…».
 Accorre una gazzella dei carabinieri, uno di questi si fa consegnare le chiavi di casa ed entra nell’appartamento. Subito dopo esce rimproverando l’ubriaco: «Ma perché ci ha chiamati? A casa sua c’è già un mio collega…».

Spese.
 A Genova un uomo interroga il figlio: «Gino, sei uscito con Lisetta, ieri sera, vero?». «Sì, papà».
 «E quanto ti è costata questa uscita?» «Ventimila lire». «Soltanto ventimila lire, com’è possibile?» «Maria poteva disporre solo di quella cifra».

Spiegazione 1.
 Il dottore visita l’ammalato e gli dice: «Sento che oggi tossisce meglio». «Dottore, mi sono allenato tutta la notte!»

Spiegazione 2.
 «Caro» dice la moglie al marito, «è ora che tu spieghi al bambino certe cose. È meglio che le sappia da te piuttosto che dai compagni di scuola».
 «Va bene» risponde il marito, «ma come affronto l’argomento?» «Tesoro, parlagli dei fiori, degli uccelli, della natura e poi fa’ una comparazione con gli uomini». «D’accordo» dice il marito. Qualche ora dopo, il padre ed il figlio sono a spasso.
 «Senti, tua madre vuole che io ti spieghi alcune cose. Ti ricordi quello che noi due abbiamo fatto sabato con le tue cuginette?» «Sì, papà».
 «Bene. Allora, quello che noi abbiamo fatto… per i fiori, gli uccelli e per tutti gli altri animali… è la stessa cosa».

Spiritosaggine.
«Mia nonna è sicura di non ammalarsi». «Perché sicura?» «Perché si cura!»

Sportello. Allo sportello per il rilascio dei documenti. «Cosa fa?» «Sono padre di sette figli».
 «Senta, io le ho chiesto la sua occupazione, non i suoi passatempi».

Sprovveduti.
 Una coppia di anziani coniugi gironzola per Venezia. In piazza San Marco i due si mettono a contare i piccioni manifestando stupore per il loro gran numero. Un furbastro che li ha seguiti, a questo punto si fa avanti e, guardandoli con aria severa, dice: «Non sapete che è proibito contare i piccioni in questa piazza?» Il marito si scusa, e l’altro: «Che scuse e scuse.
 Quanti ne avete contati?». I due coniugi si scambiano un’occhiata e lui azzarda: «Beh, ero arrivato a 58». «Benissimo» dice la finta guardia.
 «Lei è in contravvenzione. Deve pagare 1000 lire per ogni piccione. Fa dunque 58000 lire».
 Senza protestare, l’anziano turista paga, ma non appena l’altro gira le spalle, sussurra alla moglie: «Gliel’abbiamo fatta, cara: io ero già arrivato a 198, e tu?»
Stagione venatoria. Due cacciatori stanno chiacchierando. «È raccomandabile questo manuale di caccia?» «Altroché, e con ogni garanzia! Pensi: contiene in ordine alfabetico perfino tutti i negozi della città, dove si vende selvaggina fresca…»

Stanchezza 1.
 «Da quando ho saputo che il mio cuore batte 103389 volte al giorno, che respiro 20040 volte inghiottendo 438 metri cubi d’aria, che pronuncio una media di 4800 parole e faccio muovere 750 muscoli, che le mie unghie crescono di 0,0046 millimetri e i capelli di 0,17 millimetri al giorno, sento proprio il bisogno di riposarmi!»

Stanchezza 2.
Giovanna si è appena sposata. Chiede al nuovo nipotino: «E allora sei contento di me?». «Bene, ma ti credevo molto più… stanca!» «Stanca? E perché?» «Ieri sera ho sentito la mamma dire che erano dieci anni che tu correvi dietro allo zio per farti sposare… !»
Statistiche.
 «Hai sentito le ultime statistiche? Ogni volta che respiro muore qualcuno!» «Certo che ogni tanto potresti anche lavarti i denti…»

Stivali.
 Un giovane marocchino si accinge a trasferirsi a Chicago per ragioni di lavoro.
 «Soprattutto» gli raccomanda la madre «discuti sempre sul prezzo, qualsiasi cosa tu voglia acquistare».
 Giunto a Chicago, sotto la pioggia, il giovane entra in un negozio di calzature per acquistare degli stivali. «Venti dollari» dice il commesso.
 «No, dieci» ribatte il marocchino. «Impossibile».
 «Dieci o niente». Il commesso consulta il direttore. «Va bene, dieci». «No, cinque». Nuovo consulto con il direttore. «Va bene, cinque». «No, due dollari».
 «Tenga» esclama a questo punto il commesso esasperato, «glieli regalo». «No». «Come? Non li vuole nemmeno in regalo?» «Ne voglio due paia».

Stranezze.
 Un tale entra in un bar. Si fa servire un calice colmo di liquore. Lo prende in mano, versa il contenuto per terra, rompe il bicchiere sul banco e ne mangia alcuni cocci. Fatto questo, paga e se ne va.
 Un cliente, che ha assistito alla scena, si rivolge sbalordito al barista e commenta: «È proprio pazzo!» «Lo credo anch’io» ribatte il barista mostrando al cliente il fondo del calice rimasto «guardi: ha lasciato il meglio!»

Strascico.
 Una sera, a un ricevimento, il grande giornalista Giovanni Mosca calpestò inavvertitamente lo strascico di una signora che, inviperita, urlò: «Lei è una bestia!».
 E Mosca di rimando: «Eppure la coda ce l’ha lei, signora!».
 lei, signora!».

Stupidità.
 Sul treno un passeggero si rivolge al vicino e sorridendo gli dice: «Se qualcuno entrasse adesso e si sedesse sul suo cappello posato molto visibilmente sul sedile, lei che cosa penserebbe di lui?». «Che è un cretino!» «Ah, ecco, vede, lei è seduto sul mio!»

Suicidio.
 Nel giardino di un manicomio un pazzo scorge un collega intento a passarsi sotto le ascelle il cappio di una corda che pende da un albero.
 «Cosa fai?» «Ho deciso di impiccarmi».
 «Ah, ah! Se vuoi ucciderti devi passare la corda attorno al collo». «L’ho fatto, ma per poco non morivo soffocato…!»

Superoccupato.
«Che lavoro fai?» «Nessuno». «E perché?» «Beh, tra mangiare, bere e dormire non mi rimane un minuto di tempo».

Superstizione.
 Un anziano signore sta combinando con una ragazza incontrata per strada. «Ma tu quanti anni hai?» le chiede preso da scrupolo.
 «Diciassette».
 «Diciassette! Per l’amor di Dio! Vai a casa dalla tua mamma che è meglio».
 «Ma non ti senti ridicolo di essere superstizioso alla tua età?» <continua> LETTERA “T”.

Talpa.
 Il frate giardiniere si presenta all’abate tenendo in mano un animale dall’aspetto repellente.
 L’abate lancia un grido di orrore: «Buon Dio, dove hai preso questa talpa?». «In giardino, rovina le piante».
 «Beh, che aspetti a farla fuori? Annegala, ammazzala a colpi di zappa, sgozzala, fa’ quello che ti pare, ma levamela da davanti agli occhi!» «Sì, fratello».
 Un quarto d’ora dopo il frate giardiniere si ripresenta davanti all’abate, soddisfatto.
 «Ebbene?» «Fatto…» «Fatto che?» «L’ho uccisa, fratello abate!» «Ah, sì… Ma sei sicuro che quella bestiaccia sia morta?» «Eccome!» «Che le hai fatto? L’hai ammazzata con un sasso?» «Peggio, peggio!» «L’hai annegata nella fontana?» «Peggio, peggio!» «L’hai sgozzata?» «Peggio, peggio!» «L’hai bruciata viva?» «Peggio, peggio!» «Ma si può sapere che cosa le hai fatto?» «L’ho seppellita viva, fratello abate!»

Tardona.
 Una vecchia tardona ha rimorchiato un giovanotto in balera. Dopo i primi convenevoli, la signora chiede al giovane: «Ma lei, giovanotto, quanti anni mi darebbe?». «Neanche uno, signora, ne ha già tanti…»

Tarlo.
 Un tarlo la notte sente venire dal telefono uno strano “trrr…, trrr…”.
 Rimane un po’ indeciso, poi di scatto alza il ricevitore e grida: «Pronto! Chi tarla?».

Telegramma.
 Durante un incendio un soldato invia al comando il seguente telegramma: «Si avverte codesto comando superiore che in località X si è improvvisamente sviluppato un grande incendio. Il sottoscritto è sul posto che brucia».

Tema.
Tema: “Domani ricorrono i morti”.
 Carletto scrive: “Speriamo che mio nonno arrivi primo».

Tenente.
 Un Tenente, all’adunata delle reclute, passa in rassegna i nuovi soldati. Si ferma davanti a uno e urla: «Tu, come ti chiami?». «Mi chiamo Massimiliano, Tenente».
 «Come ti permetti? Non lo sai che con me devi dire sempre “Signore”? Riproviamo di nuovo, pezzo d’idiota: come ti chiami?» «Signor Massimiliano, Tenente!»

Tennis.
 Un signore piuttosto panciuto racconta agli amici la sua tecnica da tennista: «Quando sono sul campo il mio cervello è prontissimo a lanciare i suoi ordini al corpo: “Corri sotto rete!”, “Salta per colpire quella palla!”, “Precìpitati!”, “Avanti!”, “Muoviti!”, “Buttati!”». «E dopo che accade?» chiedono gli amici incuriositi. «Accade che il mio corpo risponde: “Chi, io?”»

Terranova.
 Un uomo visita un allevamento di cani e si innamora di un terranova. L’allevatore, per convincerlo all’acquisto gli dice: «E poi vede, questo cane è anche un abile nuotatore, in caso di necessità potrebbe anche salvare la vita a qualcuno in difficoltà». «Ma io abito in montagna…» «Non si può mai sapere» dice l’allevatore e convince l’uomo ad acquistare il cucciolo.
 Dopo tre anni l’uomo ha finalmente l’occasione di fare un po’ di vacanza al mare e si porta dietro il suo terranova. Appena giunti alla spiaggia, l’uomo prende un rametto e lo lancia in mare, incitando il cane ad andare a riprenderlo. Il cane, camminando sull’acqua, raggiunge il rametto, lo afferra tra i denti e lo riporta al suo padrone.
 Un pescatore lì vicino, che ha assistito a tutta la scena, si rivolge all’uomo: «Scusi, quanti anni ha il suo terranova?» «Tre anni…» «Allora non c’è nulla da fare, non imparerà più a nuotare…»

Tesseramento.
 Un contadino chiede di essere iscritto al partito.
 Il segretario deve accertarsi della sua idoneità.
 «Dimmi, compagno: se il partito avesse bisogno dei tuoi denari, li daresti senza protestare?» «Certamente».
 «Se il partito necessitasse dei tuoi figli avresti obiezioni?» «Nessuna». «E se il partito ti requisisse la mucca?» «No, quella no!» «Ma come, daresti denari, figli e non la mucca?» «Quella ce l’ho».

Testimoni.
 Il presidente rivolto all’imputato: «È inutile che neghi ancora: qui ci sono tre testimoni oculari che dichiarano di averla vista». L’imputato: «Verissimo, ma cosa significano tre persone che mi hanno visto, mentre io posso indicare migliaia di persone che non mi hanno visto?».

Testone.
 Con l’aria un po’ preoccupata e guardando la madre con tristezza. «Dimmi, mamma, è vero che ho una testa molto grossa?» «Ma no, figliolo. Non dire più stupidaggini.
 Piuttosto va a prendermi cinque chili di patate.
 Mettile nel berrettino».

Texano.
 Un americano del Texas, che si trova di passaggio nella stazione principale di New York, si ferma incuriosito davanti a una macchina che promette di sapere tutto. Infatti, dopo che l’americano ha messo il danaro e ha premuto un tasto, si sente una voce che dice: «Lei è John Kallagan del Texas. Ha 57 anni e pesa 93 chili. È diretto in Arizona».
Sbalordito, Kallagan ferma un passante, si fa prestare il soprabito e il cappello e ritorna a mettere la moneta e a premere il tasto. La stessa voce dice: «Lei è ancora John Kallagan del Texas. Ha sempre 57 anni, pesa sempre 93 chili ed è sempre diretto in Arizona. Però ora ha perso il treno!»

Tigre.
 In un club, un esploratore stava impressionando gli amici raccontando mirabolanti avventure di caccia: «… Stavo sguazzando nell’acqua dello Zambesi quando, a un tratto, mi si parò di fronte la tigre più spaventosa che avessi mai visto. Era enorme, due grandi occhi brillanti mi fissavano quasi ipnotizzanti, non sapevo più cosa fare. Non avevo armi. Quando la fiera mi fu vicina, le gettai dell’acqua in faccia e lei, spaventata, fuggì». Il suo compagno di caccia, per non essere da meno, continuò: «Io posso confermare quest’incredibile storia. Pensate che quella stessa mattina io stavo scendendo per andare al fiume, quando incontrai la stessa tigre. Era terrorizzata! Per calmarla le baciai i baffi. E pensate: quei baffi erano bagnati!»

Tintarella.
 «Perbacco, come sono abbronzate tua moglie e tua figlia! Tu, invece, hai un certo colore…» «Per forza, sono al verde!»

Titolo di giornale.
«Rubate 2000 lampadine.
 Polizia brancola nel buio».

Tomba.
 Il padre conduce il figlio a visitare la tomba del Milite Ignoto. «Papà, chi c’è lì sotto?» domanda il bambino. «Il Milite Ignoto» risponde il padre.
 «Papà, proprio nessuno lo conosceva?» «No, caro». «Ma papà, allora perché l’hanno ucciso?»

Topi.
 Mamma topo e il piccolo topolino vanno a spasso per prendere un po’ d’aria, dopo tanta vita nelle fogne. A un tratto, sopra di loro si sente un fruscìo d’ali. Passa un pipistrello: «Mammina, guarda in alto: un angioletto!».

Tradimenti.
«Padre, padre…» «Che c’è, figlio mio?» «Qualche volta mi càpita che, mentre faccio l’amore, parlo con mia moglie… È peccato?» «Dipende. In che momento preciso parla con sua moglie quando sta facendo l’amore?» «Sa, quando lei mi telefona…»

Tragedia 1.
 «Pensa un po’ che tragedia! Oggi torno a casa verso le undici e trovo mia moglie a letto con uno straniero. Che vergogna!» «E cosa hai detto?» chiede l’amico.
 «Cosa dovevo dire? Quello era un inglese e io non conosco la lingua!»

Tragedia 2.
 La moglie di un contadino è deceduta in séguito a un calcio infertole da un asino. Quasi tutti gli amici, prima dei funerali, si avvicinano al desolato marito e gli mormorano qualcosa all’orecchio. A funerali avvenuti, gli si avvicina il parroco e gli dice: «Quelli sono veramente degli amici. Ma, dimmi un po’, perché ti facevano tutti le condoglianze sottovoce?».
 «Non erano le condoglianze; ognuno mi chiedeva quando avrei potuto prestargli l’asino».

Trasferimento 1.
 «Dottore» disse il paziente, «occorre assolutamente che trovi un rimedio per il mio modo di russare. Russo talmente forte, che mi sveglio!» «Oh, a questo si può facilmente rimediare» rispose il medico, «vada a dormire in un’altra stanza».

Trasferimento 2.
 Il nonno: «Come, Pierino, tu strappi le ali a quella povera farfalla? È una cattiveria far soffrire le bestie!» Pierino: «Ma no, non la faccio soffrire, nonno, la faccio soltanto passare dall’aviazione alla fanteria».

Treno.
Un tizio alla biglietteria della stazione: «Vorrei un biglietto di prima per Roma».
 «Mi spiace, signore» gli risponde il bigliettaio, «abbiamo solo biglietti di adesso!»

Trentatré.
 «Ora respirate profondamente», dice il medico «e dite tre volte trentatré». Il paziente, dopo aver preso un lungo respiro: «… novantanove».

Triangolo.
 Un giovane uomo, uscito per comprare degli indumenti da neonato, rientra a casa. Entra in camera da letto e trova la moglie abbracciata ad un giovane. Il marito si rivolge alla moglie e: «Quando mi hai detto che saremmo stati in tre, dovevi spiegarti meglio!».

Tuttofare.
 La nuova padrona: «Ancora una cosa devo dirti: a te piacciono i gatti?». «Oh, sì, signora, io mangio tutto!»

TV.
 Due amici molto brilli stanno osservando la vetrina di una lavanderia, dove alcune macchine in azione stanno rimestando a grande velocità della biancheria.
 «Ma guarda un po’» dice uno, «che orribili programmi trasmette la televisione ultimamente!»

Ubbidienza.
 Un ufficiale sale su un automezzo pubblico.
 Automaticamente un soldato scatta in piedi.
 «Grazie. Sta’ pure seduto» dice l’ufficiale compiaciuto. Dopo qualche minuto, il soldato accenna ad alzarsi nuovamente. «Ti ho detto di stare comodo». Per la terza volta il soldato fa per alzarsi. «Ti ho detto di stare seduto!» «Mi scusi, signor tenente, ma è già da tre fermate che io devo scendere!»

Ubriaco.
 Un vigile nota un uomo che sta faticosamente camminando con un piede sulla strada e l’altro sul marciapiedi. «Lei è ubriaco!» gli dice. «Ah, sì?» «Ne ha tutta l’aria…» «Sia ringraziato il cielo: credevo di essere zoppo!»

Ubriacone.
 Il marito rientra a casa molto tardi ed è completamente ubriaco. La moglie se ne accorge, ma non ha voglia di discutere.
 Alla mattina quando si alza, gli chiede: «Ma si può sapere cosa hai fatto ieri sera? Non solo sei tornato a casa ubriaco, ma hai anche messo tutto per aria. Non trovo più nemmeno il canarino».
 «Il canarino non l’ho nemmeno visto. Avevo un tale mal di testa che mi sono fatto una limonata e sono venuto subito a letto».

Uccello… balbuziente!
Un venditore di uccelli loda al cliente il suo pappagallo: «In un paio di giorni impàra tutto quello che gli si dice!».
 Il cliente compera l’uccello. Ma dopo cinque giorni lo riporta indietro. «Come mai?», chiede il venditore. «L’u… l’u… l’uccello bal… bal… balbetta!»

Udito.
 «Ieri ho comprato un apparecchio acustico usato. Ho fatto un affarone: costa poco e va benissimo…» «Di che marca è?» «Sono le otto e mezza».

Uccellini e… uccellacci!
Ufficio di collocamento. «Così lei è disoccupato. Cosa faceva prima?» «Il cacciatore di belve». «In Africa?» «Macché, a Roma». «Ma a Roma non ci sono belve!» «Per questo sono disoccupato e sto cercando un nuovo lavoro».

Ultime volontà 1. È giunta l’ultima ora. Hanno tagliato i capelli al condannato.
 Il procuratore gli dice: «Può esprimere il suo ultimo desiderio: vuole qualcosa? Un bicchiere di rhum?». «No, grazie». «Una sigaretta?» «No».
 «Insomma, cosa desidera?» «Vorrei imparare il cinese».

Ultime volontà 2.
 Un condannato a morte esce dalla cella per consumare l’ultimo pasto.
 «Può chiedere tutto quello che vuole» gli dice il secondino. «Anche una bottiglia di spumante?» «Certamente, di che anno la vuole?» «Del 2030».

Umorismo.
 Sul treno un gruppo di viaggiatori si racconta barzellette sui carabinieri. Tutti ridono a crepapelle, mentre un signore, in disparte, se ne rimane serio. Uno dei viaggiatori, incuriosito, gli domanda: «Mi scusi, ma come mai lei non sta ridendo?» «Sono un generale dei carabinieri e questo tipo di barzellette non mi fa ridere per niente…» «Non si preoccupi, se vuole poi gliele spieghiamo…» <continua> LETTERA “V”.

Valutazioni.
 Due ladri davanti alla vetrina di un’oreficeria: «Quanto credi che possa costare quella spilla di brillanti?». «Beh, non più di due anni di galera».

Vanagloria.
 È ormai un mese che un carabiniere entra in un bar e va al telefono. Quello che però incuriosisce tutti, dal padrone ai camerieri, è il fatto che il carabiniere non usa gettoni, solleva il microfono, parla e sorride. Come ha finito di telefonare, ha il viso raggiante e l’aria beata.
 Il padrone decide di scoprire come fa il benemerito dell’arma ad ottenere la comunicazione senza usare gettoni. Acquista un piccolo registratore e, verso l’ora dell’arrivo del carabiniere, lo mette sull’ascolto. Come al solito, il carabiniere arriva, va al telefono, solleva la cornetta, parla, sorride, parla, sorride e se ne va beato. È appena uscito che il padrone corre al registratore, fa ritornare indietro la bobina e si mette all’ascolto. Tra lo stupore di tutti si sente: «Telefono, mio telefono, chi è il più forte carabiniere del mondo? Telefono, mio telefono, chi è il più intelligente carabiniere del mondo? Telefono, mio telefono, chi è il più bel carabiniere del mondo?» E ogni volta, dall’altra parte si sente: Tu… tu… tu… tu… tu…

Vecchiaia 1.
 Una signora anziana entra in una profumeria e chiede alla commessa: «Che cos’ha per i capelli bianchi?» «Un grande rispetto, signora».

Vecchiaia 2.
 Vedendo un anziano signore che ansimando riesce a stento a prendere l’autobus dopo un’affannosa corsa, un giovanottone dice ridendo: «Che brutta cosa la vecchiaia, eh, nonno?» «Hai proprio ragione, ragazzo mio, ti auguro di non provarla!»

Vecchietta.
 «Mamma, dammi mille lire per una povera vecchia che ho incontrato ai giardini».
 «Tieni, tesoro. Eccoti i soldi. Sono contenta che tu sia così buono. Ma dimmi, non può lavorare questa povera donna?» «Ma lavora, mamma. Lei vende delle caramelle».

Veleno. Un signore entra in farmacia: «Vorrei del curaro». «Per cosa le serve?» «Per mia suocera». «Ha la ricetta?» «No, ho la fotografia».

Verdura. Al supermercato una signora cerca il passato di verdure. Non trovandolo, chiede a una bambina: «Scusa, bambina, il passato di verdura?» E la bambina: «Io verdurai, tu verdurasti, egli verdurò…»

Verifica.
 Pierino accompagna il padre al mercato. ad un certo punto lo vede che palpeggia una mucca.
 Incuriosito gli domanda: «Papà, perché fai così?».
 «Voglio vedere se è bene in carne, perché la voglio comperare». «Ma allora il postino vuole comperare la mamma?»

Verità.
Il presidente: «Quanti anni ha, signorina?». La zitella: «Venticinque, per servirla, signore».
«Bene, adesso che ha detto l’età, giuri di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità».

Vernice.
 Un cowboy arriva al galoppo sfrenato in un villaggio, blocca il cavallo davanti al saloon, smonta, entra, beve un paio di whisky, esce e rientra di nuovo nel locale. «Chi ha dipinto il mio cavallo di rosso?» urla. Nessuno risponde.
 Allora il cowboy estrae le pistole, spara quattro colpi e strepita: «Mi avete sentito? Chi ha dipinto il mio cavallo di rosso?».
 In quel momento, dal fondo del locale si alza un omaccione con certe spalle larghe come un armadio; si avvicina al cowboy e, guardandolo fissamente con occhi di ghiaccio, ringhia: «Io, perché?».
 «Beh… così… volevo sapere quando gli darai una seconda mano».

Veterinario.
 «Senta, dottore, domani le mando la mia vecchia cagna con mia moglie. Veda di somministrarle un potente veleno che non la faccia soffrire troppo».
 «Va bene, ma poi la cagna saprà trovare da sola la strada di casa?»

Vigile.
 Un vigile urbano ferma un automobilista: «Lei è in contravvenzione. È vietato trasportare cani in macchina senza l’apposita retina di separazione». «Ma è un cane di peluche!». «La razza non m’interessa…».

Vigore. Un giovane sta raccontando a una signora: «Io ho un padre veramente eccezionale! Pensi che a ottant’anni nuota splendidamente, cavalca, guida auto sportive ed ora si sposerà con una ragazza di vent’anni».
 «È davvero eccezionale» risponde la signora.
 «Ma non so come faccia ad avere voglia di sposarsi!» «Veramente lui non ne ha tanta voglia, ma deve…»

Vincita.
 Un carabiniere vince tre miliardi al totocalcio.
 Non riesce a tenere il segreto ed è assalito dai giornalisti con domande su domande.
 «Ora che è diventato ricco, che cosa ha intenzione di fare?» «Oh, è presto detto» risponde il carabiniere, «mi compro una caserma e mi metto in proprio!»

Vino.
 Un uomo manda suo nipote ad acquistare del vino in una drogheria. «Rosso o bianco?» gli domanda il commesso. Il ragazzo alza le spalle: «Non ha importanza: tanto mio zio è cieco».

Violenza.
 «Padre, padre, è stato orrendo! L’altra sera ero nel parco e una banda di giovinastri mi ha violentata!» «Quanti erano?» «Non lo so, quando faccio l’amore chiudo sempre gli occhi!»

Violinista.
 Un suonatore di violino entra in un ristorante ed inizia a eseguire un valzer di Chopin. A un tratto vede un signore che è visibilmente commosso.
 Appena ha terminato il pezzo, il violinista, tutto orgoglioso, gli si avvicina e: «Lei è forse polacco?» Il signore, asciugandosi gli occhi: «Oh, no! Sono violinista!»

Virtù.
 «Io non fumo, non bevo e non ho mai tradito mio marito» confida una giovane attrice a un giornalista. «Bravissima! Lei non ha dunque nessun vizio?» «Sì. Sono un po’ bugiarda».

Visita di leva.
«Giovanotto, in quale corpo vorrebbe essere mandato?» «In marina». «Ma sa nuotare?» «Perché, non abbiamo più navi?»

Visita medica.
Un giovanotto si è da poco laureato in medicina.
 Viene chiamato al capezzale di un moribondo e dice alla madre di questi: «Oramai, signora, si rassegni: suo figlio sta per andarsene. Vede? Ha già le mani color paonazzo!». «Ma dottore, non sa lei che mio figlio fa il pittore?» «Ah, quand’è così, stia allegra, signora: non c’è pericolo… Però, eh, se suo figlio non fosse pittore, fra un paio d’ore sarebbe già morto!»

Visone 1.
 La signorina Ornella arriva in ufficio indossando una splendida pelliccia. «Come hai fatto ad averla?» le chiede una collega.
 «È stato molto semplice. Ieri sera, al caffè, ho incontrato un signore. Mi ha invitata a cena, poi a casa sua per bere dello champagne. A casa sua ha aperto un grande guardaroba pieno di pellicce. Mi ha detto di sceglierne una e io ho scelto questo visone».
 «Oh!… Ma non mi dire che non hai dovuto fare niente altro!» «Certo! Ho dovuto accorciare un po’ le maniche».

Visone 2.
 Una donna indossa la sua nuova pelliccia di visone per uscire di casa, quando viene fermata dal figlio: «Mamma, chissà quanto avrà sofferto quella povera bestia per darti questa pelliccia…» «Pierino, ti proibisco di parlare così di tuo padre!» padre!»

Vitaiolo.
 Mister Daniels era un rispettabile industriale durante tutta la giornata, ma la notte, di nascosto dalla moglie, si trasformava in un disinvolto vitaiolo, frequentatore di allegri locali notturni. Una sera era a casa con sua moglie, fra una nottata e l’altra di baldoria, quando lei insistette per andare in un night.
 «Caro» gli disse «sono stanca di stare in casa, perché non mi porti in qualche bel locale?» E , incurante delle scuse del marito, lo costrinse a vestirsi e a chiamare un taxi, per farsi portare in un locale di cui aveva molto sentito parlare, il Number Two, che era anche uno dei ritrovi preferiti del marito. Infatti, proprio mentre entravano nel night, il portiere disse: «Buona sera, mister Daniels!» «Com’è che conosci questo tipo?» chiese la moglie. Dopo aver riflettuto rapidamente, Daniels rispose: «È fattorino nella mia fabbrica e lavora anche di notte per guadagnare qualcosa di più».
 Entrati nel locale, la sigaraia pizzicò confidenzialmente la guancia di mister Daniels e disse: «Buona sera, mister Daniels». Questa volta la domanda della signora fu un po’ più sospettosa: «E questa ragazza come fai a conoscerla?» Cominciando a sudare, Daniels rispose: «Sai, è una modella del reparto alta moda dei miei grandi magazzini e fa due lavori per mantenere la sua povera vecchia mamma invalida».
 In quel momento arrivò il capo cameriere che con un inchino particolare li accompagnò al miglior tavolo presso la pista da ballo. E, proprio mentre si sedevano, uscì il balletto che si allineò davanti ai due ed intonò: «Tre evviva per mister Daniels!».
 La moglie non ci vide più e lo trascinò fuori, lo gettò in un taxi e cominciò a insultarlo pesantemente. Il taxista si girò e chiese: «Che succede, mister Daniels? Ne abbiamo caricate di puttane, ma volgari come questa mai…».

Vizi.
 «Io» dice a un giornalista un pensionato di un ricovero per vecchi «ho sempre fumato sessanta sigarette al giorno, bevuto molto alcool e mi sono coricato con tutte le donne che mi piacevano».
 «Che età avete?» «Trent’ anni».

Voti 1.
 Tre carabinieri si ritrovano all’uscita di una scuola dopo aver ritirato le pagelle dei propri figli.
 «Mio figlio è stato promosso a pieni voti. Gli regalo un motorino!» dice il primo.
 «Mio figlio poteva fare meglio, però è stato comunque promosso: gli regalerò una bicicletta» dice il secondo.
 «Mio figlio non si merita nulla» dice il terzo «è stato bocciato!» «Potresti almeno regalargli un’enciclopedia». «Un’enciclopedia? No, deve andare a piedi, così impàra!»

Voti 2.
 Siamo nella preistoria. Di fronte alla pagella del figlio, un cavernicolo urla: «Passi il due in matematica, il quattro in geografia e il cinque in italiano, ma mi devi spiegare come hai fatto a prendere tre in storia: sono solo due pagine!».

Whisky.
 In un pub molto esclusivo di Londra, un signore in evidente stato di ubriachezza si rivolge al barista: «Un altro whisky, Tony».
 «Se il signore permette un consiglio: io le offrirei un tonic water».
 «No, un whisky. Perché, Tony, tu pensi forse che io sia sbronzo? Ti sbagli! E te lo dimostro subito.
 Ecco: guarda! Quel gatto nero che entra in questo momento ha solo due occhi. Se fossi sbronzo vedrei due gatti e quattro occhi.
 Giusto?» Il barista, freddo: «Signore, quel gatto non entra, esce!».

Zanzare.
 Una zanzara rivolta ad una sua amica: «Oh, ma che gusto ci troveranno gli uomini a prendersi a schiaffoni durante la notte?!»

Zebra.
 Un fattore comperò una zebra e, non sapendo cosa farne, la lasciò libera per i campi. La zebra si mise a girare e incontrò una gallina. «Cosa si fa da queste parti?» chiese la zebra.
 «Beh, non molto. Io, personalmente, depongo qualche uovo per il fattore e questo è tutto». La zebra galoppò via e dopo un po’ incontrò una mucca. «E tu cosa fai per vivere?» le chiese.
 «Non molto» rispose la mucca. «Ogni tanto il fattore mi munge, ma questo è tutto». Di nuovo la zebra si allontanò galoppando nei prati, finché incontrò un grosso stallone nero. Lentamente gli si avvicinò. «E tu» gli chiese «cosa fai di solito?» Lo stallone la guardò impassibile, nitrì un paio di volte e poi rispose: «Togliti quel pigiama e te lo dimostro».

Zitella.
 Una signora d’una certa età è psicologicamente a pezzi: la sua storia d’amore è svanita, ed ella non sa darsene pace.
 A un’amica: «E dire che mi aveva promesso di amarmi per tutta la vita!» «Sì, cara, ma come poteva pensare, poverino, che saresti vissuta così a lungo!»

Zoo.
 Visitando uno zoo con la madre, Giulio, un piccino di sei anni, si ferma estatico davanti alla gabbia dell’orango. Lo guarda a lungo e poi, rivolto alla mamma: «Guarda, mammina, hai visto come assomiglia al babbo!». «Ma Giulio, come puoi dire una cosa simile?» «Ho parlato piano, mammina, lo scimmione non può aver sentito!»

Zoologia.
 Il professore, all’esame di zoologia, mostra allo studente una gabbia coperta che lascia vedere solo le zampe di un uccello. «Sa riconoscere questo uccello e darmene il nome?» «No, signor professore». «Bocciato! Lei come si chiama?» Lo studente si tira su i calzoni, fa vedere al professore i piedi e le caviglie e dice: «Provi a indovinare!»

Zuppiera.
 È ormai risaputo che molti antiquari si rivolgono per i loro acquisti nei paesi e che, con la scusa di comprare salami, burro e uova fresche, entrano nei casolari con la speranza di trovare a poco prezzo un interessante pezzo d’antiquariato.
 Ecco quello che accadde a un noto antiquario torinese.
 Era infatti appena entrato in una fattoria e precisamente nella grande cucina, che subito individuò una bella zuppiera francese che era stata umiliata al ruolo di scodella per un piccolo micino.
 «Ma che bel gattino» disse l’antiquario rivolto al vecchio contadino. «È proprio quello che cercavo per mio figlio! È un mese che piange perché vuole un gattino tigrato con una macchia nera sull’occhio. La prego, mi venda questa bestiola! Vanno bene diecimila lire?» «Sì, signore». E così dicendo il contadino prende il micetto e lo porge all’antiquario.
 Questi, accarezzando il gattino: «Senta, poiché penso che il gatto sarà abituato a bere in quella scodella, compro anche quella, quanto vuole?» «Eh, no, signore» rispose il contadino. «Quella non la vendo! Quella me la tengo. Mi ha già fatto vendere undici gatti in una settimana!»