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Barzellette 3


Intraprendenza.
 Un giornalista morì e il suo spirito fu immediatamente portato in cielo da una schiera di angeli. Arrivò in un lampo alle soglie del paradiso. La porta fu socchiusa e San Pietro gli chiese: «Professione?». «Giornalista». «Non abbiamo più posti, mi dispiace».
 «Possiamo provare all’inferno, vuole?» gli chiese gentilmente uno degli angeli. «Per me è uguale» rispose il giornalista.
 In un attimo tra mille bagliori giunsero alle porte dell’inferno.
 Il diavolo portinaio gli disse: «Giornalista? Siamo al completo» e gli sbatté la porta in faccia.
 Tutti gli angeli erano avviliti. Il giornalista pensò un po’, poi scelse una stella disabitata e subito vi fondò un giornale. Una settimana dopo ebbe i biglietti omaggio per entrare in paradiso e all’inferno.

Investimenti.
 «Farebbe meglio ad andare a piedi!» dice il medico a un automobilista che si è rotto la testa.
 Poi, fermandosi al letto di un altro ricoverato ingessato dalla testa ai piedi: «E a lei cos’è successo?». «Andavo a piedi e sono stato investito da un’automobile…»

Ipnosi.
 Un medico cura il paziente con l’ipnosi: «Dica lentamente, con convinzione: “Io guarirò, sono finalmente guarito” e guarirà!». Il malato ubbidisce e si sente bene. «Sono 100000» dice il medico.
 E il paziente: «Adagio, lentamente, con convinzione dica: “Io sono stato pagato, sono stato pagato…”».

Ipocrita.
 «Per favore, signora» chiede Pierino, «potrebbe aprirmi il cancello?» «Certo, caro! Che meraviglia un bambino così educato! Ecco, vedi, è molto facile, avresti potuto aprirlo da solo».
 «Lo farò più tardi, grazie, quando la vernice sarà completamente asciutta!»

Ippodromo.
 «Ieri, alle corse, mi è successo un fatto incredibile. Stavo allacciandomi una scarpa ed ero chinato, quando un fantino molto miope mi ha gettato addosso una sella». «Oh, Dio! E tu cosa hai fatto?» «Cosa vuoi che facessi senza allenamento! Sono arrivato ultimo!»

Ironia.
 Un tizio sale su un taxi: «Per favore, mi raccomando: sono padre di 12 figli. Sia prudente». «E lei, con 12 figli chiede a me di essere prudente?»
Istantanea.
 Un giornalista americano sta mostrando una fotografia della torre di Pisa a sua moglie.
 Questa guarda la foto, guarda il marito e, aggrottando le sopracciglia, dice: «Come al solito avevi bevuto anche quel giorno!».

Ladro.
In tribunale, un ladro viene interrogato dal giudice: «Ma lei mentre rubava, non pensava a sua madre?» «Sì, ma non ho trovato niente che potesse piacerle!»

Lager.
Campo di concentramento.
 Alla vigilia di Natale, il comandante del campo convoca tutti i prigionieri nel grande cortile e li fa disporre su tre file.
 «Questa festa vicina mi fa sentire molto buono.
 Io voglio alleviare le vostre sofferenze. La prima fila faccia un passo avanti!» La prima fila esegue l’ordine. «E voi» dice il comandante rivolto ai soldati: «Fuoco!» La prima fila è decimata.
 «Seconda fila» urla il comandante «un passo avanti!» «Fuoco!» Anche la seconda fila viene stroncata.
 «Io sono veramente molto buono. Anche voi della terza fila: fate un passo avanti!» Tutti i prigionieri fanno un passo avanti, meno due. Sono italiani. Si guardano, poi uno dice all’altro: «Di’, famo pure noi ‘sto passo avanti, se no quello s’incazza!»

Lamentela.
«Cameriere, nella mia minestra ci sono due capelli!» «Perché, ne aveva ordinati di più?»

Lampadina.
 Il direttore di un manicomio, mentre sta facendo un giro d’ispezione, vede, con enorme stupore, un paziente aggrappato al soffitto. «Ma cosa fa quell’uomo lassù?» «Crede di essere una lampadina». «Fatelo scendere immediatamente!» «Ma poi restiamo al buio!»

Lanciatore di coltelli.
 «Sì, babbo, il circo era molto bello, ma non mi è piaciuto il lanciatore di coltelli». «Perché?» «Perché non è riuscito neanche una sola volta a colpire la donna!»

Lanterna.
 Un uomo che abitava in una via con le case tutte uguali, ogni volta che si ubriacava entrava in una casa sbagliata. Un amico gli consigliò di mettere una lanterna sotto il portico per evitare di sbagliarsi.
 Una sera, infatti, ubriaco come al solito, grazie all’idea dell’amico trovò subito la sua casa. Presa la lanterna dal portico, entrò, si guardò attorno e disse: «Questa è proprio la mia casa». Poi salì le scale, si guardò di nuovo attorno e disse: «Questa a letto è proprio mia moglie e io sono a letto con lei. Ma chi è quel figlio di buona donna con la lanterna in mano?»

Lattaio. «Papà, mi dai i soldi che devo comprarmi un gelato?» «Ma se ti ho dato ieri la tua paga settimanale…» «Se non me li dai, non ti dico che cosa il lattaio stamattina ha detto alla mamma».
 «Va bene, ecco i tuoi soldi. Ora dimmi: che cosa ha detto il lattaio?» «Be’, quello che gli dice tutti i giorni: “latte intero anche oggi, signora?”…»

Latte 1.
 «Mi dispiace, ma non verrò più a comperare il latte da lei; così imparerà a darmi il latte annacquato!» «La colpa non è mia, signora! Sa, la stagione è stata caldissima e le mucche hanno bevuto molto!»

Latte 2.
 Un contadino sta morendo e chiede alla moglie di portargli da bere una tazza di latte.
 La donna va a mungere la mucca e aggiunge al latte una buona quantità di liquore per dare al marito una bevanda più energetica. Dopo aver bevuto di gusto, l’uomo dice alla moglie: «Cara, fai qualsiasi cosa dopo che sarò morto, ma non dare mai via una mucca che fa un latte come questo!».

Lentezza… «Dottore, non sto molto bene…» «Che cosa mangia a colazione?» «Polenta…» «A pranzo?» «Polenta…» «A cena?» «Polenta…» «E la digestione, com’è?» «Un po’ lenta…»

Leoni.
 «Un mio prozio ha avuto il coraggio di entrare in una gabbia occupata da cinque ferocissimi leoni!» «Chissà quali festose accoglienze gli avranno riservato quando è uscito!» «E chi ha detto che è uscito?»

Lettera anonima.
 Un tale apre la busta e legge: “Egregio Signore, la vita coniugale riserva a volte amare sorprese.
 Domani, si rechi alle 17 in punto in via tale numero talaltro. Vedrà arrivare sua moglie, che si recherà a casa del signor X. Firmato: un amico”.
 «Bah! Un altro che s’illude della puntualità di mia moglie!»

Lettera di un padre.
 «Caro figliolo, gradirei che tu mi scrivessi un po’ più a lungo e mi raccontassi qualche cosa della tua vita, invece di limitarti sempre a chiedermi soldi. Ti accludo le diecimila lire che mi hai richiesto. A proposito, nella tua lettera hai commesso un piccolo errore. “Dieci” è formato da un 1 seguito da un solo zero, non da due».

Letterina.
 «Caro amore, le parole non sanno farti capire quanto sono pentita d’aver rotto il nostro fidanzamento. Solo ora, con la lontananza, capisco che non posso vivere senza di te.
 Perdonami! Io ti amo. Ti amo! Ti amo! tua Eva. P.
 S. Congratulazioni per la tua vincita miliardaria al Totogol!»

letto.
 I genitori devono alzarsi presto e lo fanno con mille precauzioni per non svegliare il piccolo Carlo che dorme come un angioletto.
 Stanno per uscire, quando delle grida strazianti li mettono in allarme.
 «Mamma, mamma» singhiozza il piccino «che paura ho preso. Mi sono svegliato, sono corso nel tuo letto e tu non c’eri. Sono corso nel letto del papà e non c’era. Sono tornato nel mio letto e non c’ero più nemmeno io…»

Levataccia.
 Alle cinque di mattina una donna viene svegliata dal suono del campanello di casa.
 Preoccupata, corre alla porta e non appena apre si trova davanti un mendicante: «La prego signora, mi dia qualcosa…».
 «Non ci posso credere», dice la donna, «e lei ha il coraggio di svegliarmi alle cinque del mattino per chiedermi la carità?» «Non è colpa mia se oggi ho il giro molto lungo!»

Libertà.
Lo psichiatra, rivolto alla paziente stesa sul lettino: «Le càpita qualche volta d’incontrare un uomo e di desiderare d’essere libera?» «Sì, molto spesso…» «E che tipo è quest’uomo… vuol dirmelo?…» «Mio marito».

Licenziamento.
 La notizia che Luigi ha perso l’impiego si è subito diffusa fra gli amici e uno di questi gli chiede: «Come mai il capo officina ti ha licenziato?» «Bene» spiega Luigi, «prima di tutto, tu sai chi è il capo officina… Uno di quelli che girano per le sale senza fare niente, controllando se si lavora oppure no». «Va bene, ma questo cosa c’entra col tuo licenziamento?» «Vedi» continua mestamente Luigi, «il fatto è che la gente credeva che il capo officina fossi io, e allora…»

Lifting.
Una donna un po’ snob all’amica: «Dovevo partire per le vacanze, ma prima mi son fatta un lifting». «Ma non mi sembravi così rovinata…» «Non lo so, comunque con la pelle avanzata mi son fatta un set completo di valigie!»

Lingue.
 Una pattuglia dei carabinieri ferma una macchina blu metallizzato con a bordo due persone in doppiopetto grigio, entrambi con un paio di occhiali a specchio. Un carabiniere si avvicina alla macchina e: «Buongiorno: carabinieri, documenti per favore…» Il finestrino della macchina si abbassa e il guidatore dice: «Digos!». Il carabiniere non capisce e ripete: «Buongiorno: carabinieri, documenti per favore…». L’uomo, con molta calma, ripete: «Digos!».
 Il carabiniere, un po’ nervoso, non sa più cosa fare. Si avvicina al suo superiore e dice: «Marescià, questi fanno finta di non capire, che faccio, metto il colpo in canna? Devo sparà?».
 «Caputo, stai calmo», dice il maresciallo, «adesso ci penso io…» E si avvicina con calma alla macchina. Il guidatore dell’auto fissa per qualche secondo il maresciallo, poi ripete: «Digos!». E il sottufficiale: «Carambilleros, documentos por favor!!!».

Litigio 1.
 Un marito alquanto minuto cerca di intimidire la propria moglie: «Ti avverto» urla, «di non fare uscire la bestia che è in me!» «Oh, che importa» risponde lei, «tanto non ho paura dei topi, io!»

Litigio 2.
Dopo un furioso litigio il marito urla alla moglie: «Se io dovessi morire, tu non piangeresti neppure!» «Ma se io piango per niente!»

Litigio 3.
«Io e mio marito non discutiamo mai». «Neppure quando lui ha ragione?» «Non lo so; questo non è mai accaduto!»

Locomotiva.
 Dopo un viaggio in ferrovia molto lento, un passeggero seccato chiede al macchinista: «Non potevate arrivare qui più velocemente?».
 «Certo che avrei potuto, signore» risponde il macchinista «ma non potevo abbandonare la locomotiva».

Longevità.
 Un reporter va ad intervistare un centenario e gli chiede quale sia il segreto della sua longevità.
 «Non ho mai bevuto un goccio d’alcol in vita mia» è la risposta. In quel mentre si sente un gran frastuono fuori dalla porta.
 «Deve essere mio padre» spiega il vecchietto «che rincasa ubriaco come al solito…»

Lotteria.
 Tutti i componenti della famiglia De Lorenzi stanno sognando sugli acquisti che faranno dopo la vincita alla lotteria. «Prima di tutto» dice il padre «compreremo una bella auto e potremo così fare splendidi viaggi e visitare i posti più belli del nostro paese, andare in giro per il mondo e vedere le meraviglie della natura. D’accordo?» La risposta è un coro di sì.
 «Così» dice la figlia più grande «io mi siederò dietro con la mamma, quando andremo in gita».
 «Ed io» grida Paolo «mi siederò davanti con papà!» «Niente affatto» esclama la mamma «tu ti metterai dove dirò io! Starai di dietro con tua sorella». «No! No!» grida il bambino. «Io sto davanti con papà!» «Ti ho detto dietro» urla la madre «se no sono schiaffoni!» «Voglio stare davanti!» ribatte il piccino «perché…» La madre lo interrompe con un manrovescio, concludendo: «E adesso scendi subito dalla macchina!».

Lozione.
 Un fabbricante di una lozione per la crescita dei capelli, dopo molti tentativi riuscì a vendere bene il suo prodotto. Egli infatti aveva stampato in rosso sull’etichetta: “Si raccomanda di non versare questo preparato sulle parti del corpo dove non si desidera fare crescere i capelli”.

Lucciole.
 In una splendida serata d’estate, due lucciole amiche s’incontrano in un prato. Dopo i primi convenevoli, una s’accorge che l’altra è tutta fasciata.
 «Oh, cara, non avevo visto bene prima. Cosa ti è successo?» «Non parlarmene… sai: ieri notte avevo un appuntamento col mio fidanzato. Presa dall’emozione, appena l’ho intravisto sono volata di corsa da lui. Era un mozzicone di sigaretta!»

Lumaca.
Una chiocciola guarda passare un lombrico.
 Scuote la testa e dice: «È proprio grave la situazione degli alloggi…».

Luminosità. Un tipo molto miope deve acquistare un appartamento.
 Trova un’offerta sul giornale e, dopo aver fissato l’appuntamento col proprietario, si reca a visitare l’appartamento. Appena entrato, comincia ad urlare: «Ma mi vuole prendere in giro? Mi aveva detto che era un appartamento ampio e luminoso … Io non abiterò mai in una casa così piccola e buia! Invece di una casa sembra un armadio a muro!».
 «Mi scusi, di quale casa sta parlando? Questo è l’ascensore!»

Luna.
 «Bevi di nuovo? Ieri sera non hai detto, davanti ad un bicchiere di vino, che era l’ultimo quarto?» «Sì, è vero; ma mi riferivo alla luna».

Madre.
 Una donna aveva avuto sei figli, tutti biondi. Il settimo nasce con i capelli rossi. Il marito si sente tradito: «Voglio la verità. Confessa che questo non è mio figlio». «È tuo figlio, te lo giuro!» dice tra i singhiozzi la poveretta. Inutilmente. Il marito, forse colto da un raptus, la picchia tanto che l’uccide. Ma un attimo prima di spirare, la donna fa cenno al marito d’avvicinarsi: «Devo farti una confessione» sussurra con un fil di voce. «Ah, lo sapevo, allora ammetti che il figlio non è mio!» «No, te l’ho giurato. È proprio figlio tuo! Sono gli altri sei che non sono tuoi!»

Maestro.
 «Silenzio!» grida un maestro particolarmente disturbato dalla scolaresca. «Tutte le volte che apro bocca, c’è un imbecille che parla!»

Malato.
 «E allora, come si sente?» domanda il medico entrando nella camera del paziente.
 L’uomo, un po’ rassegnato, risponde: «Non capisco, dottore. Sono forte come un bue, mangio come un lupo, ho uno stomaco di struzzo, e poi la notte ho una febbre da cavallo!».
 «Capisco io, è necessario consultare subito un veterinario!»

Malefatte.
 Mentre una raffinata signora stava facendo acquisti dal fruttivendolo, il suo cagnolino leccava la frutta qua e là.
 L’ortolano, dopo aver pazientato per un po’, non potendone più richiamò l’attenzione della padrona sulle malefatte del cane. E lei, rivolta al cane: «Fuffy, smettila! Non vedi che quella frutta non è lavata?»

Malloppo.
 Tra due ladri: «Come è andato il colpo alla banca?» «Benissimo, capo, benissimo!» «E il malloppo, dov’è il malloppo?» «L’ho lasciato in banca, capo. Capirai: ho saputo che quella banca paga gli interessi al venti per cento. Tra qualche anno potremo riscuotere il doppio!»

Mamma.
 In un grande magazzino, molto affollato, una madre si accorge di aver perso il bambino.
 Mentre lo cerca tra i banchi del reparto, sente la vocina del piccino che grida: «Liana! Liana!».
 La mamma lo raggiunge, lo stringe al petto e, tra un bacio e l’altro, gli dice: «Ma amore, perché mi chiamavi per nome invece di chiamare “mamma”?» «Perché io volevo essere ben sicuro che venisse a riprendermi la mamma giusta!»

Manager.
 Un importante manager, che deve recarsi all’estero, trasmette telegraficamente al suo corrispondente estero le istruzioni: “Pregovi farmi trovare quanto necessario per mio soggiorno: vitto, alloggio ecc. ecc. ecc.”.
 Giunto a destinazione viene condotto nel migliore albergo della città e gli viene mostrata la camera più bella. Mentre egli esprime la propria soddisfazione al corrispondente, questi lo trascina in una stanza vicina, dove siedono tre graziose fanciulle che lo guardano sorridenti. «E queste chi sono?» chiede stupito il manager.
 «Oh», replica l’altro affabilmente, «queste sono i tre eccetera!»

Mancanza.
 Da cinque anni un naufrago scozzese vive su una isola deserta in mezzo all’oceano, senza avere più visto o sentito alcun essere umano.
 Finalmente riesce a costruire una specie di barca con tronchi e liane intrecciate e ad arrivare su un’altra isola, dove trova una donna.
 Questa offre al compagno un ricco pasto e poi, avvicinandosi, gli dice: «E adesso vieni a prenderti quello che ti è tanto mancato per cinque lunghi anni!» «Splendido! C’è dunque del whisky?»

Maniaco.
Lo psichiatra introdusse la signora nel suo studio.
 «Allora, mi dica, cara signora, cosa succede con suo marito?» «Dottore, non fa che lavare la sua macchina.
 Tutto il giorno, capisce?» «Beh… non è poi tanto grave. Vede, signora, molti uomini lo fanno e…» «Nella vasca da bagno?» replicò la donna.

Manicomio.
 Un giornalista entra in manicomio per scrivere un articolo sulle malattie mentali. Mentre gli stanno facendo visitare il Reparto Violenti, si sente chiamare: «Giuseppe… Giuseppe!» Il giornalista si volta e vede un suo vecchio compagno di scuola: «Massimiliano… Ma che ci fai qui?» «È una lunga storia… Ti ricordi di Silvia?» «Sì, la tua fidanzata. E allora?» «Be’, ci siamo sposati. I primi tre anni sono stati splendidi, poi lei è diventata l’amante del mio avvocato. Con la sua complicità è riuscita a farmi interdire. Mi drogavano; io stavo sempre male ed i dottori non sapevano spiegarsi la causa dei miei problemi… Insomma, alla fine sono riusciti a farmi ricoverare… ed eccomi qui! E pensa che io non sono affatto matto!» «Sembra una storia impossibile. È strano però che ti tengano ancora qui dentro». «Be’, sai, basta qualche medico compiacente…» «Non ti preoccupare, Massimiliano: adesso ci penso io! Appena fuori di qui, scrivo un pezzo sulla tua situazione e su come si possa tenere in manicomio una persona normale!» «Certo che non sono matto!» I due si abbracciano e si salutano, Giuseppe si incammina verso l’uscita quando gli arriva un sasso in testa. Con le mani sulla ferita sanguinante si gira e vede l’amico che lo saluta gridando: «Oh, ricòrdati, mi raccomando…»

Mano morta.
 In un autobus, un tipo continua a fare la mano morta con una bella ragazza. A un certo punto la ragazza esclama seccata: «Ma insomma, non può mettere le mani altrove?» «Beh! Non osavo proprio!»

Manovre militari. Il tenente ha spiegato alle reclute l’orientamento notturno.
 Per essere sicuro che tutti abbiano ben capito, si rivolge al primo che gli sta di fronte e che ha seguito con molta attenzione ed interesse tutte le spiegazioni.
 «Dimmi un po’, soldato, se tu hai davanti a te la stella polare, cosa avrai dietro le spalle?» «Lo zaino, naturalmente, signor tenente!»

Maremma.
 Un giornalista italiano aveva avuto l’incarico di far visitare a un collega americano la Maremma. Il giornalista americano non voleva assolutamente riconoscere la floridezza delle nostre terre ed ammirare i nostri prodotti. «Che cosa sono questi animali?» «Buoi».
 «Buoi?» si meravigliò l’americano «Ma da noi sono tre volte più grossi!» «E quelli?» soggiunse indicando dei montoni. «Quelli? Montoni».
 «Montoni? Ma da noi in America sono cinque volte più grossi!» In quel momento apparvero dei magnifici cavalli. «E quelle bestie, cosa sono?» domandò l’americano. «Grilli» rispose calmo il giornalista italiano.

Marinai 1.
Capitano: «Marinaio Venturini, spiega le vele!».
 Marinaio: «Le vele sono dei pezzi di tela a forma triangolare e servono…».

Marinai 2.
 Una mattina, in uno dei quartieri più popolosi, in un vicolo del porto di Genova. Sotto un’angusta casa arriva un marinaio e si mette a gridare: «Giovannino! Giovannino!» A un tratto si apre una finestra e si affaccia una donna. «La smetta di urlare! Si può sapere chi vuole?» «Voglio parlare con Giovannino!» «Qui ci sono due Giovannino. Quale vuole?» «Quello alto, bruno».
 «Sono tutti e due alti e bruni». «Quello che è marinaio!» «Tutti e due sono marinai!» «Quello… becco!» «Ah… allora è mio marito. Glielo mando subito!»

Marito e moglie.
«Sei proprio noioso: adesso parli mentre dormi!» «Cara mia, la natura vuole il suo sfogo: se tu mi lasciassi parlare un po’ mentre sono sveglio…»

Matrimonio 1.
 La tiglia si sarebbe sposata la mattina dopo e la fanciulla era comprensibilmente emozionata.
 La madre le diede alcuni consigli e concluse: «Ricòrdati di non farti mai vedere da tuo marito completamente nuda». Avvennero le nozze.
 Dopo alcuni giorni di matrimonio, il marito domandò alla sposina: «Senti, amore. Levami una curiosità. Nella tua famiglia c’è stato qualche matto?». «No, amore. Ma perché me lo chiedi?» «Beh… sono ormai due settimane che siamo sposati e ogni notte tu vieni a letto con quel pazzesco cappellino in testa!»

Matrimonio 2.
 Il vigile di un paese ferma un automobilista per eccesso di velocità. «Posso spiegarle» inizia quest’ultimo, piuttosto agitato.
 «Niente spiegazioni, le darà al commissario» taglia corto l’agente. L’uomo viene quindi condotto al commissariato. Dopo due ore il poliziotto che lo ha fermato riappare.
 «Lei ha fortuna» dice «il commissario tornerà tra breve dal matrimonio di sua figlia. Sarà di ottimo umore…» «Non ci conti» replica rassegnato l’automobilista, «io sono lo sposo…»

Medici 1.
 Un medico confida ad un suo collega: «ieri ho sorpreso quell’incosciente di mio figlio che terminava una lettera a un amico con la frase: “… e tanti auguri di buona salute”. Gli ho dato uno schiaffone!»

Medici 2.
«Buon giorno, dottore, dove va di bello?» «In nessun posto, passeggio per ammazzare il tempo». «È rimasto senza clienti?»

Medici 3.
 San Pietro si rivolge all’ultimo arrivato: «Sei un medico, vero? Allora terza porta a sinistra: ingresso fornitori».

Medicina prodigiosa. «Allora lei mi consiglia questa medicina per dormire?» «Sì, signora, è portentosa. Pensi che ai clienti che ne acquistano un flacone, regaliamo una sveglia».

Memoria.
 Si dice che un’attrice abbia rivelato tutto il suo passato al fidanzato prima di sposarsi. Due attori suoi colleghi commentano la cosa, e uno dice: «Ci vuole un bel coraggio!».
 «Non è il coraggio» esclama l’altro, «è la memoria che è ammirevole!»

Ménage.
 Un tale che aveva un ménage familiare piuttosto turbolento, chiese a un amico come facevano, lui e sua moglie, a evitare continue discussioni.
 «Ti dirò» esordì l’amico «che sin dall’inizio del nostro matrimonio, ho messo ben in chiaro con mia moglie che io, come pater familiae, avrei preso le decisioni importanti, mentre lei si sarebbe arrangiata sulle normali, cioè su quelle di routine».
 «E qual è la tua definizione per “decisioni di routine”?» domandò l’amico.
 «Per esempio: a che scuola devono andare i figli, come dobbiamo usare il denaro, se è il caso di cambiare lavoro… ecco: queste sono decisioni che riguardano mia moglie».
 «Scusami. E quali sono allora quelle che tu chiami “decisioni importanti”?» ribatté l’amico.
 «Oh… sul tipo se ammettere la Cina all’ONU o se è bene che il presidente vada in Russia…»

Mendicante.
 Un mendicante forte e robusto, fermo a un angolo della strada, domanda con voce lamentevole l’elemosina.
 Passa un signore che si ferma a guardarlo con aria di viva riprovazione.
 «Ma come?» dice il signore. «Non si vergogna, sano e robusto come è, di stendere la mano?» «Senta» risponde l’accattone, «io sono qui per chiedere l’elemosina, non consigli!»

Menopausa.
 Una donna di un paese montano del sud Italia fu mandata dal medico condotto, per una visita specialistica, dal ginecologo. Dopo averla esaminata attentamente, il dottore le chiese: «Non è ancora passata per la menopausa?» «A dir la verità, dottore, non sono mai stata neanche fino a Reggio Calabria».

Mezzo di trasporto. All’uscita da teatro, una pulce si rivolge alla compagna: «Andiamo a casa a piedi o prendiamo un cane?»

Miliardario.
 Una signora che sta leggendo il giornale, si rivolge al marito: «Senti questa: nel New Jersey un miliardario ha lasciato tutte le sue sostanze a una donna che si era sempre rifiutata di sposarlo…». «Vedi, cara, che la riconoscenza non è ancora morta?»

Minaccia. Un vecchietto macilento entra nel saloon: «Se scopro chi mi ha rubato il cavallo, faccio quello che fece mio nonno vent’anni fa».
 Un omaccione, con tono minaccioso: «E che cosa fece tuo nonno?». «Eh, tornò a casa a piedi».

Minestrone.
 Un ufficiale ferma un soldato che ha i pantaloni della mimetica completamente bagnati.
 «Soldato, dove sta andando così conciato?» «Signor tenente, sto tornando da una marcia…» «E pensa che questo possa giustificare il suo stato?» «No, vede, è che non potevamo tenere gli zainetti e allora prima di partire abbiamo tirato a sorte sul cibo da portarci dietro…» «E allora?» «E allora è successo che alle persone davanti a me sono toccati il pane, che il primo si è messo velocemente in tasca, e un po’ di fette di salame, che il secondo si è messo in tasca…» «E allora?» «Allora io sono stato sfortunato. A me è toccata la minestra…»

Miopia.
Una signora un po’ miope è al suo primo volo.
 Tutta arzilla e soddisfatta sta seduta al suo posto, guardando fuori dal finestrino. Poi, volgendosi al vicino: «Guardi quanta gente laggiù! Sembrano formiche…».
 «Sono formiche» risponde l’altro. «L’aereo non è ancora decollato».

Missionario.
 Un giovane missionario arriva in un villaggio di cannibali e si propone di convertirli. Alcuni giorni dopo, il capotribù si reca in città, chiede di essere ricevuto dal vescovo e lo supplica di mandare ai suoi uomini un altro missionario.
 «Ma se ve ne ho appena inviato uno pochi giorni fa. Non vi va bene?» «No, va bene, ma vede, eminenza, è quasi finito!»

Modestia.
 Un americano, un russo e un polacco muoiono contemporaneamente. Arrivano insieme in paradiso. San Pietro concede a ognuno di esprimere un desiderio, promettendo che verrà esaudito.
 «Io vorrei veder Mosca distrutta da una bomba nucleare» dice l’ americano.
 «Io vorrei vedere New York distrutta da una bomba nucleare» dice il russo. «Io vorrei un caffè» dice il polacco.
 «Ma come sei modesto!» replica San Pietro rivolto al polacco. «Guarda che puoi chiedere quello che vuoi».
 «Grazie, ma io sono contento così. Mi basta una tazza di caffè e non mi dispiace neanche di aspettare mentre lei accontenta prima questi due signori».

Moglie.
 «Vuoi un buon consiglio?», fa un tale incontrando un amico. «Certo».
 «Allora: la sera chiudi le persiane, perché alle dieci tutti ti vedono sul sofà mentre accarezzi e baci tua moglie!» «Non farmi ridere! Alle dieci!? Impossibile, perché proprio a quell’ora io sono sempre al bar a giocare al biliardo…»

Monete.
 «Papà, è vero che una volta, per pagare la merce, invece dei soldi si usavano pecore, mucche ed altri animali?» «Sì, mio caro, perché?» «E come facevano, papà, a mettere delle bestie così grosse nei portafogli?»

Mongolfiera.
 Una mongolfiera viene trascinata fuori rotta da venti impetuosi e turbolenti. Finalmente gli elementi sembrano calmarsi e il pallone comincia a discendere verso un verdeggiante prato, dove un contadino è tutto intento a tagliare l’erba.
 «Signore! Ehi, laggiù!» gli grida l’aeronauta.
 «Potrebbe dirmi dove mi trovo?» «Su un pallone».


Monsoni.
 L’istruttore alla recluta marinaio: «Tu sei sulla nave ed improvvisamente arrivano i monsoni…».
 «Io non ho paura!» lo interrompe il giovane. «Ma sono venti… terribili!» «Possono essere anche cento. io non ho paura lo stesso!»

Monumento.
 La maestra: «Per che cosa è famoso Garibaldi?». Gianni: «Per la sua memoria, signora maestra». «E che cosa te lo fa pensare?» «Gli hanno eretto un monumento “Alla memoria”».

Morte.
 Al comando di un battaglione di addestramento reclute giunge un triste telegramma: la madre della recluta Rossi è morta in un incidente.
 Nessuno ha il coraggio di dirglielo, perciò l’incarico viene affidato a un sergente, famoso per la sua mancanza di sensibilità. Il sottufficiale ordina un’adunata alla compagnia di Rossi e urla: «Tutti coloro che hanno ancora entrambi i genitori facciano un passo avanti». A ordine eseguito, tuona: «Rossi, sei il solito cretino, ho detto “entrambi”!».

Mostra futurista.
 «Osserva, Enrico, come è curiosa questa magnifica statuetta». «Taci, cretino: non vedi che è l’estintore d’incendio?!»

Mostro.
 «Avvocato, voglio divorziare da mio marito.
 Questo mostro è entrato in camera da letto, l’altra notte, mentre io ero mezza addormentata e ha cercato di picchiarmi. E ci sarebbe anche riuscito, se non ci fosse stato Giorgio che si è svegliato e mi ha difeso!»
Mucche.
 «Posso dipingere una delle vostre mucche?» chiede un pittore a un montanaro. «No. A me piacciono così come sono».

Muratore.
Un muratore cade dal primo piano di una casa in riparazione.
 La gente accorre e qualcuno gli porge un bicchiere d’acqua. Il poveretto prende il bicchiere, lo guarda, e con voce flebile: «Da che piano bisogna cadere per avere un bicchiere di vino?»
Mutandine.
 Negli spogliatoi, prima di una partita di tennis i giocatori stanno per cambiarsi. Uno, giornalista, si spoglia, è un po’ a disagio: indossa un paio di minuscoli tanga rosa, con pizzetti e fiocchetti ai lati! I compagni lo guardano straniti. «Ehilà, Mario, da quando in qua porti i tanga rosa?» «Beh, dal giorno che mia moglie li ha trovati dentro il fodero della mia macchina per scrivere».

Napoleone.
 Durante le vacanze in Corsica, un bambino si è affezionato a tal punto alla statua equestre di Napoleone che non passa giorno che non vada a vederla.
 Il giorno della partenza il piccino è irremovibile; non parte se non saluta per l’ultima volta il suo grande amico. Il padre, commosso e fiero da tanto amore per il leggendario conquistatore, decide d’accompagnarlo. Arrivati, il bambino scoppia in singhiozzi: «Addio, Napoleone! Non ti dimenticherò mai, Napoleone». Sulla strada del ritorno, il piccino è silenzioso. A un tratto, come inseguendo un pensiero: «Papà, ma chi è quel buon uomo a cavallo di Napoleone?».

Naufraghi.
 Due marinai sono naufragati da più di un mese su un’isola deserta e non sanno più come far passare il tempo.
 «Giochiamo agli indovinelli?» dice uno, «vediamo se indovini chi sono. Si tratta di una grande diva del cinema. Sono bionda con grandi occhi verdi. Ho novantacinque di petto, cinquantacinque di vita, gambe lunghissime ed affusolate… Chi sono?» «Me ne frego» dice l’altro con gli occhi sgranati, «abbracciami, subito!»

Necessità 1.
 Un commerciante aveva cercato per molti anni di farsi pagare una fattura, ma le sue preghiere e le sue minacce erano state vane. Come ultima risorsa scrisse una lacrimosa lettera accompagnata dalla fotografia della figlioletta.
 Sotto la fotografia scrisse: “Ecco perché mi serve il denaro”. La risposta questa volta arrivò subito.
 Era la fotografia di una bella ragazza, in costume da bagno, sotto la quale il debitore aveva scritto: “Ecco perché non posso pagare!”.

Necessità 2.
 Un giovane geometra disoccupato in cerca di lavoro passa davanti a un circo che espone il cartello «OFFRESI POSTO DI LAVORO». Spinto dalla necessità va dal direttore che gli spiega di cosa si tratta: «cerchiamo qualcuno per il numero dell’orso acrobatico». «… ma scusi, io cosa dovrei fare?» «Be’, dovrà indossare una pelle d’orso e pedalare su una bicicletta lungo un filo a quindici metri di altezza; sotto ci sarà la gabbia dei leoni.
 La paga è buona e potrebbe iniziare subito…» Il geometra, costretto dalla necessità, accetta.
 Al momento della prova, si veste con la pelle d’orso e sale a quindici metri. Sta per iniziare a pedalare in bilico sulla corda quando, guardando sotto, vede venti leoni. Terrorizzato, si toglie la testa d’orso e urla al direttore: «No, guardi… ci ho ripensato! I leoni qui sotto mi fanno troppa paura!» Nella gabbia un leone si alza in piedi, si toglie la maschera e dice: «Non abbia paura, geometra, qui sotto siamo tutti ragionieri!».

Neve.
 È una gelida mattina d’inverno. Un bambino sta incollato alla finestra con un’aria incantata. La mamma gli si avvicina e lo abbraccia. «Tesoro, è bello veder cadere la neve!» «La neve? Non la neve, mamma, la gente!»

Notizia.
Dal ginecologo: «Signora, le devo dare una bella notizia». «Signorina, prego».
 «Signorina, le devo dare una brutta notizia».

Nottate.
 «Mio figlio è fortissimo: ha solo nove anni e con una mano sola riesce a tenere alzata una sedia per due minuti!». «Il mio ha solo tre mesi e riesce a tenermi alzato tutta la notte…».

Nottetempo.
 Una giovane e bellissima donna avvisa il suo fidanzato genovese: «Amore, hai capito? Quando i miei dormiranno ti butterò giù cinquanta lire: sarà il segnale. Lascerò la porta aperta e tu potrai salire da me». «Va bene, amore mio».
 Carlo attende nella notte. Finalmente, lei apre la finestra e butta la moneta. Ora Elena è distesa sul letto, avvolta in una deliziosa vestaglia di chiffon e attende, attende… attende… Dopo circa mezz’ora, Elena si affaccia alla finestra e: « Carlo! Cosa fai? vieni, sì o no?» «Amore, non riesco a trovare le cinquanta lire! …»

Notti.
Giudice: «Lei è condannato a trenta giorni di prigione!» Imputato: «Va bene, signor giudice. E le notti dove le passo?»

Nozze d’argento.
Due vecchietti genovesi parlano seduti su una panchina.
 «Sai, Riccardo, domani ricorrono le nozze d’argento con mia moglie. Pensavo, per festeggiare, di portarla fuori a cena…» «Ma te, Giacomo, sei sempre il solito tirchio! A cena per le nozze d’argento! Fai le cose in grande, partite per un viaggio in un paese lontanissimo. Tu e lei soli… dovete andare in Australia!» «Mi sembra una spesa grossa, però forse hai ragione. Ma sì, potrei portare mia moglie in Australia…» «Ma quale spesa grossa! Le nozze d’argento, e poi le nozze d’oro tra 25 anni, sono due ricorrenze che devono essere festeggiate bene».
 «Sì, guarda, mi hai convinto: per le nozze d’argento porterò mia moglie in Australia…» «E per le nozze d’oro?» «Magari andrò a riprenderla…»

Nuotatore.
 «Lei è un magnifico nuotatore: ha mai pensato di attraversare a nuoto la Manica?» «Sì, ci ho pensato; ma non so l’inglese…»

Nuoto.
 «Enrico, spiegami, come si fa ad insegnare a nuotare alle ragazze?» «Dunque: si prendono dolcemente per la vita, si mette l’altra mano sotto il mento e, magari, un po’ più in giù, se si può…» «E tu pensi che così mia sorella imparerà?» «Stupido! Ma se è tua sorella… buttala nell’acqua, semplicemente!»

Nursery.
 In culle vicine, ci sono due neonati. A un certo punto uno dei due, con una vocina tutta dolce, chiede: «Tu cosa sei? Un maschietto od una femminuccia?» «Un momento che guardo» risponde l’altra vocina. Le coperte vengono sollevate da due minuscole braccine. «Sai, sono un maschietto. Ho le scarpine azzurre!»

Obeso.
 Un signore con una pancia enorme si siede con aria soddisfatta ad un tavolo del ristorante. Il cameriere gli porta la lista, lui la esamina attentamente e dice: «Perfetto, va bene così, più un caffè».

Occhiali.
 «Dottore, ho in gola una specie di morsa, non riesco più a inghiottire bene. Mi aiuti!» «Senz’altro lei fuma troppo e soprattutto dovrebbe cambiare occhiali». «Ma mi faccia il piacere! Cosa c’entrano gli occhiali?» «C’entrano, c’entrano… Sulla mia porta c’è scritto Dottore Commercialista. Il medico sta al piano di sopra…»

Occupazione.
 «In fondo in fondo me la passo bene: sono nella ditta di mio padre». «Bravo; e che cosa fai?» «Faccio parte delle spese “generali”».

Odio.
 Al termine di una seduta psichiatrica, il medico dice al paziente: «Il suo caso mi sembra molto chiaro. Lei soffre di manie di persecuzione. Deve cominciare a capire la sua situazione e cercare di vincere questo problema».
 Il paziente, con tono lacrimevole: «Non è vero, la verità è che lei mi odia. Non mi ha mai potuto soffrire…».

Odore.
 Un contadino va da un medico specialista. Il dottore lo fa spogliare, ma non appena il contadino si leva le scarpe, nell’ambulatorio si spande una grande puzza. «Guardi che prima di una visita dovrebbe lavarsi!» «È la stessa cosa che dice anche il mio dottore» risponde il contadino «ma volevo comunque sentire uno specialista».

Oggetto-spia.
 «Sotto c’è il vostro innamorato che vi aspetta» dice il padrone alla domestica, arrivando a casa.
 «Il signore conosce il mio fidanzato?» chiede sorpresa la ragazza.
 «No, ma il giovane che sta aspettandovi davanti al portone porta una delle mie cravatte!»

Ombrello.
 «Quanto costa questo ombrello?» «Cinquantamila lire, signora». «Per meno, cosa posso prendere?» «La pioggia!»

Omicidio?
 La giovane e bella amante al ricco industrialotto lombardo: «Caro, se tu mi amassi…» «Amasso, amasso: ma non ti amasso mica. Te voglio ben!».

Operazione.
 Un miliardario, prima che l’anestetico faccia effetto, dice con un pallido sorriso: «Professore, spero che non si farà pagare dai miei eredi!».
 Il chirurgo, gelido: «Non si preoccupi, mi hanno già pagato!».

Ordinazione 1.
 Due genovesi sono seduti al bar del porto. «Cosa prendi?» domanda uno dei due. «Dipende…» risponde l’altro. «Da cosa?» «… Se paghi tu o io…»

Ordinazione 2.
 Un canguro entra a balzi in un bar. «Un whisky e soda» chiede buttando due dollari sul banco.
 Il barista gli serve da bere, dà il resto, guarda il canguro, lo riguarda e: «Mi scusi, non per essere curioso, ma sa che lei è l’unico canguro che abbiamo visto in questo bar?». «Sfido» risponde serio il canguro «con i vostri prezzi…»

Ordinazione 3.
«Cameriere! Cameriere! Una mosca nella minestra!» «Gliela porto subito, signore».

Ordini.
 Un prete, per far fronte alle spese, decide di vendere il suo cavallo.
 All’acquirente, un contadino, il sacerdote ricorda come impartirgli gli ordini: «il cavallo è stato abituato a rispondere solo a formule ecclesiastiche. Per farlo partire “Sia lodato il Signore”, per fermarlo “Alleluia”».
 L’uomo, un po’ scettico, decide di salire a cavallo per un giro di prova; appena in sella mormora «Sia lodato il Signore» e il cavallo inizia a trottare. Sempre più divertito da questo strano sistema di comando, l’uomo ripete «Sia lodato il Signore» e il cavallo si lancia al galoppo.
 Improvvisamente il contadino vede davanti a sé un burrone, cerca di frenare il cavallo tirando le redini, ma il cavallo continua a correre; l’uomo, terrorizzato, si ricorda delle parole del prete e grida «Alleluia». Il cavallo si ferma sull’orlo del precipizio. Il contadino, asciugandosi il sudore sulla fronte, mormora: «Sia lodato il Signore!».

Orgoglio.
 Un tizio va dal tabaccaio e, sapendolo sordo, comincia ad urlare: «Tabaccaio, un francobollo da 550! Tabaccaio, un francobollo da 550! Tabaccaio, un francobollo da 550!».
 «Ehi, cosa grida, non sono mica sordo, sa?… Con filtro o senza?»

Orgoglio nazionale.
 Due gentiluomini chiacchierano annebbiando l’aria del club con il fumo delle loro pipe: «Hai saputo cosa è accaduto a Lord Brenham? Stava tranquillamente bevendo il tè con milady quando il maggiordomo gli ha detto che il castello stava bruciando. Cosa credi che abbia fatto? Si è limitato ad accarezzare la testa del suo cane danese dicendo che prima avrebbe finito di bere il suo tè e poi avrebbe preso le decisioni del caso. Senonché il danese, a quella notizia, si precipitò al telefono e chiamò i pompieri».
 «Magnifico, vecchio mio! Magnifico!» commenta l’altro. «Ciò prova una volta di più che nel momento del pericolo noi inglesi non perdiamo la testa, ma gli stranieri…»

Origini.
 «Papà, da dove vengo io?» «Mah, sai Pierino, io e la mamma, insomma… Hai visto l’altro giorno quei due gatti in cortile che giocavano e che… Ma perché mi fai queste domande?» «Perché ai giardini pubblici un mio amico mi ha detto che lui è venuto da Pisa».

Orsi.
Due soldati stanno facendo la guardia in una notte stellata. A un certo punto uno dei due, guardando le stelle, esclama: «Guarda come si vede bene stasera l’orso maggiore…» «L’Orsa Maggiore, vorrai dire», lo corregge subito l’altro.
 «Be’, adesso tu mi devi spiegare come fai a capire che è una femmina da così lontano!»

Ospedale.
 Un tizio è al pronto soccorso per farsi medicare una piccola ferita alla mano. Appena entra, il dottore con tono sbrigativo gli dice: «Si spogli».
 «Ma dottore, io…» «Si spogli!» «Guardi, dottore, che io ho solo…» «Ho detto si spogli!» «Dottore, le ripeto che io ho solo un dito…» «Si vuole muovere, insomma, le ho detto di spogliarsi!!» Il tizio rassegnato va dietro un paravento e trova un altra persona, completamente nuda, alla quale dice: «Non riesco a capire: sono qua solo per farmi medicare una piccola ferita alla mano e il dottore ha insistito per farmi spogliare!» «E lo dice a me? Io sono qui solamente per consegnare un telegramma!»

Osservazione.
 «Senta, Rosi, così non andiamo bene» dice la signora Maria alla donna di servizio. «Se continua così, sarò costretta a cercare un’altra collaboratrice domestica».
 «Dice davvero, signora? Oh, ma lei pensa proprio a tutto… avevo proprio bisogno di un aiuto!»

Ostacoli.
«Hai già imparato ad andare in moto?» «Certo». «E che cosa ti è sembrato, diciamo così, più duro?» «Il lampione davanti a casa mia».

Pallina.
Pronto soccorso. Si presentano trafelati due bambini.
 «Dottore» dice uno dei due «ho appena ingoiato una pallina».
 «E tu?» chiede il medico all’altro piccino che sembra preoccupatissimo. «Io? Io sono il proprietario della pallina!»

Panchina 1.
 In un parco, due signori anziani sono seduti sulla stessa panchina. A un tratto, uno emette un profondo sospiro. «Ah, no, per piacere! Niente politica!» protesta l’altro.

Panchina 2.
 Nel parco, un vecchio pensionato, completamente sordo, sta seduto tranquillamente su una panchina a leggere il giornale. Passa un operaio che gli dice: «Guardi che questa panchina è stata appena verniciata!».
 «COME?», urla il vecchietto. «Be’, di verde…»

Papa.
 Il nuovo direttore di un manicomio, incontrando un pazzo che passeggia nel cortile, gli si avvicina e gli chiede: «E tu chi sei?». Il pazzo gli risponde: «Sono il Papa, figliolo». «E chi te l’ha detto?» domanda il direttore. «Dio stesso, figliolo».
 In quello stesso momento un altro paziente, scuotendo la lunga barba fluente, dice: «Non è vero, io non ho mai detto niente di simile!».

Pappagalli.
 Un giorno, dal giardino di un convento di Carmelitane che confina con quello del manicomio, fuggono tre pappagalli, uno verde, uno giallo e uno rosso. Le suore sono disperate, poiché le bestiole sono volate tra gli alberi del manicomio e non vogliono tornare a casa. Una delle suore si avvicina al cancello e rivolgendosi a un paziente: «Signore, ce lo farebbe un piacere?». «Anche due!» «Ci riporterebbe a casa quei tre pappagalli?» «Volentieri, sorella».
 Dopo qualche minuto il paziente ritorna con due pappagalli, quello rosso e quello giallo. «Grazie, figliolo. E quello verde?» «Non ho potuto coglierlo. Era troppo acerbo!»

Paracadutista.
 Un allievo paracadutista al suo primo lancio si blocca terrorizzato davanti al portello dell’aereo.
 L’istruttore cerca di convincerlo: «Coraggio, buttati». «Ma signore, se il paracadute non si apre?» «Non ha importanza, c’è quello di sicurezza.
 Coraggio, buttati, ci sono gli altri che aspettano il loro turno!» Un attimo di esitazione, l’allievo sembra convinto, ma un nuovo dubbio l’assale: «Ma se nemmeno quello di sicurezza si aprisse?».
 Al che l’istruttore spazientito esclama: «Beh, sta’ a sentire ragazzo, tu buttati lo stesso; nel caso, quando arrivi a terra, te li fai cambiare».

Parallelo.
 Andare a una festa con la propria moglie è come andare a caccia con il guardiacaccia.

Parata militare.
 Un graduato ai soldati adunati: «Allora, ricordatevi che domenica prossima sfileremo in parata. Se la mattina piove, sfileremo nel pomeriggio. E se piove nel pomeriggio, sfileremo alla mattina, naturalmente…».

Parcella.
 La moglie di un paziente si precipita adirata nello studio del medico che ha in cura il marito, urlando: «Il suo modo di curare mio marito è veramente incomprensibile!». «Perché, signora, cosa c’è di strano?» «Ieri ha detto che lui non deve agitarsi, che bisogna evitargli qualsiasi emozione; e poi oggi gli manda il conto!»

Parentela.
Il caporale a una recluta: «Il tuo nome?». «Vesuvio, signor caporale». «Come il vulcano?» «Sì, signor caporale. Ma non siamo parenti!»

Parigine.
 Un giovane industriale bergamasco, proprietario di un grande mobilificio, trascorre una settimana di vacanza a Parigi. Al ritorno, racconta agli amici: «Le parigine sono sbalorditive. Pensate: una sera incontro una fanciulla meravigliosa, purtroppo però io non so una parola di francese, lei non una d’italiano, con un gesto l’invito a entrare in un caffè. Chiedo allora al cameriere un pezzo di carta e una matita e vi disegno un’orchestra. Lei capisce che io desidero andare a ballare e sorride. A sua volta, lei prende la matita e disegna un letto. Ebbene, ragazzi, non ho ancora capito come è riuscita ad indovinare che ho un mobilificio!».

Partenza.
Antonio deve partire per il servizio militare.
 Alla sera, la mamma dice al marito: «Senti, abbiamo rimandato sino ad ora. Ormai è grande, non possiamo lasciarlo partire così, nell’ignoranza. Bisogna che tu glielo dica».
 «Certo. Per forza. Glielo dirò dopo cena».
 Ma, dopo cena, il padre non dice niente ad Antonio. E ancora niente alla mattina presto, davanti alla colazione. Ormai sono tutti e tre alla stazione. Il treno sta per partire e Antonio è tuttora ignaro.
 Quando il capostazione alza la bandierina, il padre realizza di non aver fatto il suo dovere.
 Allora, mentre il treno si muove, il poveruomo corre verso il vagone dove è salito il figlio e gli grida: «Antonio! Antonio! Guarda che Babbo Natale non esiste! Non esiste! Hai capito?»

Pasqua.
 La domenica di Pasqua, i bambini dipinsero tutte le uova di smaglianti colori e le misero nel pollaio. Arrivò il gallo e, quando vide tutte quelle uova colorate, andò su tutte le furie ed ammazzò il pavone.

Passeggiata.
Due giovani passeggiano teneramente abbracciati.
 «Amore, dimmi: preferisci una donna bella o una donna intelligente?» «Né l’una né l’altra, tesoro, sai bene che sei tu quella che amo!»

Patente.
La figlia ritorna dall’esame di guida.
 «Cara, com’è andato l’esame?» «Non so».
 «Come non lo sai! Cosa ti ha detto l’ingegnere?» «Non ha detto niente: l’hanno portato subito al pronto soccorso!»

Pazzia.
 «Perché non lavorate?» domanda il direttore di un manicomio a un ricoverato. «Io sono pazzo, signor direttore».
 «Lo so» ribatte questi, «ma non è una buona ragione. Anche i pazzi devono lavorare». «Sì, ma io non sono pazzo fino a questo punto!»

Peccati.
 Due fidanzati vanno insieme a confessarsi.
 S’inginocchia lei. Per dieci minuti buoni: «Blabla-bla-bla-bla…», Poi è la volta di lui.
 S’inginocchia. Si fa il segno della croce, e chiede subito la penitenza. «Ehi!» esclama il prete. «E i peccati?» E il giovanotto: «Ma come? Non glieli ha già detti tutti lei?»

Pericolo.
 Mentre due giovani vanno in auto, marciando lentamente su una strada solitaria di campagna ammirando il paesaggio, la ragazza sospira e chiede: «È davvero pericoloso guidare una piccola macchina come questa con una mano sola?».
 «Certo», risponde il giovane «un mio amico, poco tempo fa, per aver guidato così è finito in… chiesa».

Pescatori.
 Due amici vanno a pescare sul Tamigi. Uno dei due fa una strana manovra, anziché le normali esche, attacca agli ami dei mozziconi di sigarette. L’amico, stupitissimo, gli chiede il perché di una cosa simile.
 «Semplice» risponde l’altro. «A me interessa solo pescare aringhe affumicate!»

Pesce.
 «Cara» dice il marito alla moglie, «cosa ne pensi dei bei pesci che ho portato?» «Non prendermi in giro!» gli risponde lei secca.
 «La nostra vicina ti ha visto poco fa dal pescivendolo…» «Infatti, ne avevo presi così tanti, che ho dovuto venderne un po’…»

Peso.
«Papà, quanto costano i bambini al chilo?» «Mio caro, i bambini non si vendono!» «Allora, perché appena nati li pesano?»

Petrolio.
 Un petroliere texano si trova a Parigi e davanti alla Torre Eiffel pensa: «Strano: sono anni che passo di qui, e non hanno trovato ancora il petrolio».

Pianto.
 «Pierino, perché stai piangendo? Si può sapere cosa ti è successo?» «La mamma ha preso il mio gattino e lo ha portato al fiume per annegarlo».
 «Oh, povero caro, è una cosa molto triste, ma tu devi essere un ometto e non devi piangere».
 «Ma non è giusto, mi aveva promesso che lo avrei annegato io!»

Picnic.
 Durante una scampagnata con la colazione al sacco, un tizio chiese a un contadino: «Scusi, posso andare su quel campo di erba a far merenda?». Il contadino lo fissò per alcuni secondi e poi gli rispose: «Vada pure e buon appetito! Ma badi bene che dopo l’erba non si deve bere acqua!».

Pigiama.
Due amiche s’incontrano dal parrucchiere. «Sai chi ho visto ieri?» «No. Chi?» «Il marito di Emanuela. Ma com’è cambiato! Pensa che se non era per il pigiama, non l’avrei riconosciuto!»

Pignoleria 1.
«Dimmi, Pierino, quali animali ci sono sulla terraferma?» «Sulla che?» «Terraferma». «Scusi, ma ieri non ha detto che la terra gira?»

Pignoleria 2.
 «Ma tu sei Fabio, il figlio della mia amica Bice? Come sei cresciuto! Quanti anni hai?» «Sette, signora». «Sette? Caspita! Sei già un giovanotto…» «No, signora, sono un giovan… sette».

Pignoleria 3.
 Un bibliotecario, registrando un libro appena restituito ma in condizioni deplorevoli, così annota: “Pagina 83, un buco”. (Voltando pagina) “Pagina 84, un altro buco…”.

Pillole.
 Una giovane fanciulla va sposa, all’indomani, a un vecchio signore. Tra le ultime spese, non dimentica di entrare in una farmacia. Al dottore che le si rivolge, la fanciulla chiede: «Dottore, domani mi sposo e per non mettere a disagio mio marito che ha molti anni più di me, avrei pensato di regalargli delle pillole afrodisiache. Ne ha?» Il dottore cerca e le porge un tubetto con molti auguri. Dopo una settimana, la giovane donna è di ritorno. Il farmacista la riconosce e: «È andato tutto bene, signora?» «Straordinarie le sue pillole, dottore. Pensi che mio marito, credendo che due non fossero sufficienti, ha preso tutto il contenuto del tubetto.
 Non le dico che notte! Si è comportato meglio di un ragazzo di vent’anni. Ed è grazie a lei se, dopo tanto amore, è morto felice…»

Pinze. «Non occorre che apriate tanto la bocca, diamine!» «Ma non deve introdurvi le pinze?» «Sì. ma io resto fuori».

Pittore.
 Il marito alla moglie: «Ho visto un tuo nudo nello studio del tal pittore!».
 «Ma cosa dici! Non ho mai posato per lui! L’avrà dipinto a memoria!»

Polo.
 Al polo Nord. Tra la bufera di neve arranca, su quella che dovrebbe essere la pista, una piccola slitta con due uomini intirizziti. Un branco di orsi affamati l’insegue. Il primo uomo dice: «Siamo finiti! Gli orsi corrono più dei cani». Il secondo uomo ribatte: «Mi è venuta un’idea. Stacchiamo i cani e mettiamo gli orsi».

Portafogli.
 «Per amor del cielo! Per amor del cielo!», grida a squarciagola un uomo vedendo sua moglie che sta per annegare. «Per amor del cielo, salvatela!» La donna infatti è salvata e il marito esclama tutto contento: «Che fortuna! Ma sta’ certa che un’altra volta il portafogli non te lo lascio più!».

Posizioni.
 Recentemente una casa editrice pubblicò un libro intitolato Sessantanove nuove posizioni. Il libro andò tanto a ruba che le macchine tipografiche lavoravano giorno e notte per soddisfare le richieste.
 «È una cosa veramente straordinaria» commentò l’editore. «Non ho mai visto in vita mia una simile richiesta per un manuale di scacchi».

Pranzo.
 Alcuni amici progettano un pranzo in comune e ciascuno si impegna a portarvi qualche cosa. «Io porto l’arrosto». «Io, i dolci». «Io, la frutta». «Io, il vino». Per ultimo resta uno scozzese, al quale curiosi domandano: «E tu?». «Io porterò mio fratello».

Preavviso.
 «Mio Dio!» dice una signora molto moderna ad un amico «sai che Lilly e Roberto divorziano?» «Ma è possibile? Se lui l’amava tanto! Di chi è la colpa?» «Di Roberto, naturalmente: figùrati che un giorno è tornato a casa prima del solito senza avvertire!»

Precauzione.
«Vorrei un letto molto robusto».
 «Va bene, ma il signore non sembra poi tanto corpulento». «Lo so, ma ho il sonno… pesante».

Precauzioni 1.
 Una signora, con l’aria molto preoccupata, va dal medico per avere i risultati di un esame: «Bene, cara signora» le dice lo specialista dopo averla visitata. «Lei sarà di nuovo mamma».
 «Cosa mi dice, dottore? Ancora! Dio mio! Ci sono rimasta per la sesta volta!» «Ma scusi, suo marito non prende precauzioni?» obietta il medico. «Lui, sì!» risponde la donna. «Ma gli altri?»

Precauzioni 2.
 «Mi raccomando», dice il medico al cliente «data la vostra spossatezza ed il vostro esaurimento, vi consiglio di non far più lavori di testa».
 «Ma questo non è possibile», risponde il cliente «io faccio il parrucchiere!»

Precisazione 1.
 Il maestro ha spiegato alla scolaresca il miracolo della creazione.
 Pierino alza una mano, si alza e dice: «Signor maestro, papà mi ha raccontato che noi discendiamo da una scimmia».
 «Senti, Pierino, devi dire a tuo padre che la storia della vostra famiglia non ha niente a che vedere con quella del genere umano».

Precisazione 2.
 La signora ha messo in giro la voce che cerca una nuova cameriera.
 Il campanello suona. È una ragazza mandata dalla portinaia. La signora la interroga. «Ha delle referenze controllabili?» «Certo, signora». «Sa fare da mangiare?» «Abbastanza bene, signora». «Lavare, stirare?» «Naturalmente, signora». «E le piacciono i bambini?» «Molto, signora. Però vorrei che questa volta il signore facesse proprio attenzione…»

Precisazione 3.
«Si riguardi, perché solo la sua fibra l’ha salvata!» «Beh, se ne ricordi anche lei quando mi manderà il conto…»

Precisione.
 «Come sta tuo zio?» «È in via di guarigione». «Numero?»

Premi.
 «Non è ancora un mese che si è aperta la scuola, e ho già ricevuto dalla maestra tre ricchi premi!» «Per cosa?» «Il primo perché possiedo una buona memoria». «E gli altri due?» «Gli altri due… gli altri due… perbacco, non lo ricordo più!»

Premonizione.
 Un viaggiatore di commercio ha un figlio dotato del dono della chiaroveggenza. Un giorno il ragazzo annuncia: «So che domani mattina, alle nove precise, mio padre morirà».
 Il disgraziato padre passa una giornata e una notte orribili.
 L’indomani mattina, quando suonano le ore nove, il padre tira finalmente un sospiro di sollievo.
 «Hai visto, cara, che questa volta nostro figlio, si è sbagliato?» dice alla moglie tutto sorridente.
 Nel medesimo istante si sente un grande rumore sulle scale: è l’avvocato del piano di sopra che ha avuto una sincope.

Prescrizione.
 «Ne prenda due prima di andare a letto e se domani mattina si sveglia, ne prenda altre due…»

Presentazione. «Papà, com’è cattivo il mondo!» «Che ti è successo, figlia mia?» «L’altro giorno sono andata a conoscere la famiglia di lui…» «Ebbene?» «Sua moglie mi ha fatto una scenata terribile!»

Prestito.
 San Pietro sta discutendo con un nuovo arrivato che vuole a tutti i costi un prestito da mandare alla moglie sulla terra.
 «Le ripeto che non è possibile» dice San Pietro. «Qui non è come sulla terra. Quando voi uomini parlate di miliardi, è come un centesimo da noi. Quando voi parlate di milioni di anni, per noi è come un secondo. Ha capito?» «Va bene» replica l’altro. «Allora lei può prestarmi un centesimo?» «Certamente» risponde San Pietro. «Aspetti un secondo…»

Previdenza.
 Un gruppo di importanti uomini politici russi visita alcuni edifici pubblici. Il direttore di una scuola fa presente la necessità di soccorsi per comprare nuovo materiale, costruire nuove aule, ecc. Ma il capogruppo della delegazione scuote la testa: «Mi dispiace, compagno, forse un’altra volta».
 La visita prosegue a una prigione ed anche qui il direttore chiede soccorsi governativi. Subito il capogruppo promette: «Riceverete presto una grossa sovvenzione».
 Al termine delle cerimonie, in privato, un compagno lo prende in disparte e gli chiede: «Scusa, ma perché hai detto di no alla scuola e di sì alla prigione?» «Compagno» replica quello, «vedi di ragionare.
 Mi meraviglia che tu sia così poco previdente.
 Forse è probabile che uno di noi due torni a scuola?»

Primo.
 Finalmente soli dopo la cerimonia nuziale. I due sposi si amano e se lo dimostrano. Dopo un po’, lui domanda: «Dimmi la verità, amore. Dimmi: sono stato veramente il primo?» «Ma certo, amore… ma come siete snervanti, voi uomini! Perché domandate tutti sempre la stessa cosa?»

Primo amore.
In una famiglia di cannibali, la figlia minore annuncia: «Ho trovato un giovanotto bello, elegante, molto istruito. Domani lo porterò per pranzo…». Il padre interrompendola: «L’importante è che sia tenero».

Primo impiego.
 In una famiglia genovese, il figlio più giovane ha incominciato da poco a lavorare. Il primo mese il giovane porta a casa 1500000 lire. Il secondo 1495000 lire. Il terzo mese 1490000 lire. A questo punto il padre convoca il figlio. «Adesso, figliolo, dimmi subito come si chiama e chi è quella donna!»

Probabilità.
Un tale, tutte le mattine prende il treno per recarsi al lavoro.
 Un giorno si sveglia in ritardo e, per abbreviare la strada, decide di attraversare il campo di un vicino. Mentre corre verso la stazione, grida a costui: «Mi permette di attraversare il suo campo? Sono in ritardo e vorrei prendere almeno il treno delle 8!» «Passi pure» brontola il contadino. «Per sua fortuna, nel campo c’è il mio toro, perciò ha molte probabilità di raggiungere la stazione in tempo per il treno delle 7,30!»

Problema.
Un uomo molto anziano va dallo psichiatra.
 «Dottore. Ho un grave problema: ho ormai ottant’anni e continuo a correre dietro alle ragazzine…» «Non è il solo, si consòli. Arrivati a una certa età è quasi normale» dice lo psichiatra con un sorriso.
 «Senta, dottore, mi lasci finire e poi mi dirà se sono normale. Vede: io corro dietro alle ragazzine e va bene. Ma quello che non va è che non mi ricordo perché corro dietro alle ragazzine!»

Processo.
 Un commerciante arricchitosi in maniera poco onorevole era stato citato in giudizio per aver tenuta nascosta al fisco una parte dei suoi guadagni. Molto preoccupato, aveva creduto bene di ritirarsi in una villa di campagna facendosi difendere, in quella causa che egli riteneva già persa, da un grande avvocato. Ma contro tutte le aspettative, ricevette dal suo difensore un telegramma così concepito: «Buon senso e verità hanno trionfato». Al che l’affarista rispose altrettanto succintamente: «Ricorra in appello».

Progresso.
 Un chirurgo sta dicendo al paziente: «La scienza è veramente progredita. Oggi sosteniamo che il paziente deve affrettare da solo la sua guarigione. Lei, per esempio, domattina verrà operato e dopodomani sarà già in piedi. Cinque minuti il primo giorno, un quarto d’ora il secondo e, dopo quattro giorni, via: a casa».
 «Sì, professore. Ma in quanto a me… lei lo sa, vero, che si tratta dell’amputazione di una gamba?»

Proteste.
«Cameriere, nella minestra ci sono due capelli!» «Perché, ne avete ordinati di più?»

Psicanalisi.
 «Oggi è venuto da me un paziente che pretendeva di avere inghiottito un… telefono». «E tu gli hai fatto passare questo complesso?» «No, no, lo farò domani». «E perché solo domani?» «Perché oggi attendeva una telefonata importante!»

Pulizie.
 Padrona: «Marietta, perché non ha tolto quella grossa ragnatela dal soffitto?».
 Cameriera: «È una ragnatela, signora? Credevo fosse l’antenna della televisione!».

Quadri.
 Un giorno Pablo Picasso stava parlando con il suo giardiniere.
 Questi, di fronte a un quadro del famoso pittore chiese: «Cosa rappresenta questo quadro?» «Sono donne» rispose l’artista. «Non l’avrei mai detto», disse il giardiniere. «Ma è così che io le vedo». «E questo quadro?» continuò il giardiniere. «Questi sono cavalli». «Non sembrano per nulla cavalli». «Forse, tuttavia io li vedo in questo modo».
 «Mi scusi, signor Pablo», disse il giardiniere, «ma perché, con tutti i suoi problemi di vista, ha deciso di fare il pittore?»